I gesti degli italiani: parlare…con le mani

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«Gli italiani gesticolano sempre!»

Quante volte vi sarà capitato di sentirlo dire?

Qualche settimana fa l’argomento ha incuriosito anche i giornalisti del New York Times che hanno dedicato un articolo proprio alla nostra gestualità. Azioni che noi italiani compiamo senza rendercene conto risultano estremamente stravaganti e insolite per uno straniero che si chiede come sia possibile comunicare solo attraverso l’uso delle mani.

Questa curiosità ha portato alla diffusione di una serie di video-dizionari su YouTube che cercano di raccogliere e di catalogare i gesti italiani e la loro relativa spiegazione/traduzione.

Isabella Poggi, professoressa di Psicologia all’Università Roma Tre ed esperta nello studio dei gesti, ne ha identificati circa 250 che gli italiani usano quotidianamente. «Esistono gesti di ogni tipo, utili a esprimere sentimenti quali paura, speranza, disperazione, orgoglio o vergogna» afferma. «L’unica cosa che li rende diversi dal linguaggio dei segni è che vengono utilizzati individualmente, ed è solo tramite la loro unione che si può formare un’intera sintassi».

Oltre ad essere una forma di folklore i gesti italiani possiedono una lunga storia. La loro origine non è certa e a tal proposito sono state elaborate due diverse teorie.

I sostenitori della prima ritengono che gli italiani abbiano sviluppato una forma alternativa di comunicazione tra il XIV e il XIX secolo, quando vivevano sotto l’occupazione di altri popoli come spagnoli, austriaci e francesi. I gesti avrebbero permesso loro di comunicare senza essere capiti dagli invasori.

La seconda teoria, invece, afferma che il linguaggio dei gesti derivi dai greci. Andrea de Jorio, un archeologo italiano del XIX secolo, sembra che abbia rilevato delle somiglianze tra i gesti impiegati dai suoi contemporanei e quelli raffigurati nelle pitture vascolari degli antichi greci ritrovate nell’area di Napoli. «I gesti subiscono meno cambiamenti delle parole» diceva.

Nonostante i gesti simbolici si usino in tutta Italia più o meno con lo stesso significato, anche in questo sistema di comunicazione vi sono variazioni regionali.

Il sistema chirologico (ossia l’insieme delle tecniche di comunicazione per mezzo di speciali movimenti delle mani) dei gesti simbolici italiani risulta ricco e articolato quasi come quello della lingua italiana dei segni (LIS). È stato individuato che gli udenti italiani usano 39 forme della mano, 6 orientamenti e 35 luoghi. Il movimento è un parametro molto complesso, in cui se ne possono a loro volta distinguere altri fra cui direzione, velocità, durata e tensione muscolare.

I gesti, inoltre, sono stati catalogati secondo la loro funzione e, così come nel linguaggio verbale, operano varie figure retoriche: metafora, sineddoche, ironia, iperbole ecc.

gestures07

Un gesto metaforico, ad esempio, è quello di battersi la mano sul petto, col palmo in giù e le dita che si toccano vuol dire «mi sta sullo stomaco», cioè letteralmente «non lo digerisco».  Ma ciò che non si digerisce non è un cibo, bensì una persona. Significa, metaforicamente, «non lo sopporto». 

Due gesti piuttosto frequenti nella comunicazione quotidiana in Italia sono fare manichetto (più noto come gesto dell’ombrello) e la mano a tulipano.

Immagine

Il primo è in realtà diffuso in tutto il mondo: il gesto fallico di battere con la mano destra l’incavo del gomito sinistro alzando tutto l’avambraccio. È un gesto insultante, parafrasabile come «tiè! Ti ho fregato!», o meglio «non mi hai fregato!».

Un altro gesto che è in qualche modo l’emblema della gestualità italiana, tanto da essere riconosciuto dagli stranieri come il gesto italiano per eccellenza, è quello della «mano a carciofo» o che lo scrittore Carlo Emilio Gadda una volta ha definito come «mano a tulipano».

manoacarciofo

Si tratta di un gesto che può avere due letture diverse ma correlate: una di domanda, parafrasabile come «che vuoi?», «che dici?», l’altra di critica o di valutazione negativa, traducibile come «ma che dici?», «non sono d’accordo». Per distinguerne il significato entrano in gioco altre caratteristiche. Nel significato di domanda, la mano si muove su e giù in fretta, compiendo un arco di pochi centimetri, e si ferma di scatto dopo al massimo due o tre ripetizioni; inoltre il gesto è accompagnato da uno sguardo interrogativo, con le sopracciglia aggrottate e un’espressione di curiosità. Nel significato di critica, invece, la mano si muove su e giù lentamente, più volte, per un tragitto molto lungo, anche fino a completa flessione ed estensione dell’avambraccio e la bocca si atteggia a un sorriso scettico o ironico.

Per uno straniero tutto ciò deve risultare davvero incredibile ed estremamente affascinante e se ci riflettiamo bene in fondo lo è.

Vi lascio con una barzelletta abbastanza diffusa all’estero a proposito degli italiani e dei loro gesti:

Cos’è questo?

manocarciofo2

 

 

 

 

 

 

 

…un italiano morto!

 

Ecco qui il video-documentario del NYT

Italian Hand Gestures: A Short History

Fonti immagini: flickrhivemind.net; italiabenetti.blogspot.com; italianencounter.com; repubblica.it; 

 

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3 pensieri su “I gesti degli italiani: parlare…con le mani

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