Giochi didattici

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Chi dice che nell’imparare una lingua non ci si possa anche divertire?

Inserire delle attività ludiche nel curricolo di un insegnante è una delle novità suggerite negli ultimi anni dalle principali teorie sulla didattica di una lingua straniera.

Esistono vari testi e soprattutto numerosissimi siti web dove è possibile prendere ispirazione ma, secondo me, è necessario essere consapevoli di quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Ciò vuol dire che il gioco in classe non deve essere solo un modo per spezzare la routine, ma deve essere un mezzo per raggiungere degli obiettivi pratici o per introdurre degli argomenti sui quali verteranno le lezioni successive.

In generale, per la mia esperienza, è fondamentale che l’insegnante si ponga le seguenti domande:

–  Quali obiettivi (linguistici) voglio raggiungere?

–  Quali sono gli strumenti di cui l’alunno ha bisogno?

–  Il gioco è proporzionale al livello della classe? È accessibile per tutti gli alunni?

–  Sono capace di prevedere e gestire le dinamiche che possono presentarsi in classe?

E soprattutto:

–  Il gioco che decido di proporre può creare disagio emotivo a qualcuno?

L’ultima domanda per me è fondamentale, soprattutto quando ci si trova in una classe di adolescenti o adulti o quando, ad esempio, si danno lezioni in imprese. Infatti è possibile che, in quest’ultimo caso, la classe sia composta da impiegati con diverse mansioni e ruoli all’interno dell’azienda (dei quali possibilmente l’insegnante non sa quasi nulla) e proporre giochi che possano risultare “fastidiosi” o “scomodi” per qualcuno può creare un forte disagio a tutta la classe.

Quindi ritengo che prima di realizzare un gioco in questi contesti sia importante conoscere bene gli alunni e cercare di scegliere dei giochi adatti anche alla personalità delle persone a cui si insegna. Per questo motivo, io personalmente scelgo di “giocare” sempre dopo aver trascorso un periodo non troppo breve con la classe, in modo da poter immaginare le reazioni degli alunni e se è il caso di adeguare il gioco alla classe.

Un’altra cosa importante è saper fare i “giudici” imparziali, cercare di far rispettare le regole e, perché no, a volte essere un po’ rigidi, ricordando che l’insegnante è super partes e quindi l’unico che può prendere decisioni in una gara; bisogna stare attenti a come farlo però, ma è fondamentale affinché il gioco raggiunga il suo scopo e gli altri studenti non si sentano spaesati. Inoltre, in questi casi, è importante fare capire agli alunni che il gioco non è fine a se stesso ma, se svolto durante una lezione è perché presuppone un insegnamento.

Detto questo, propongo qui tre tipi di giochi che ho sempre sottoposto con successo durante le mie lezioni:

1. LIVELLO ELEMENTARE

Le parti del corpo.

parti del corpoIl gioco consiste nel scrivere su dei post-it i nomi delle diverse parti del corpo alla rinfusa e chiedere agli alunni (individualmente o a gruppi) di indovinare a cosa si riferiscono. Normalmente chiedo ad un alunno di fare da manichino (ovviamente se, come detto prima, il “carattere” degli alunni lo permette), altrimenti è possibile disegnare alla lavagna una sagoma del corpo umano e servirsi di quella. Gli studenti a turno vanno attaccando i post-it avendo la possibilità di cambiarli di posizione quanto vogliono, fino a che vengono indovinate tutte le parole.

Credo che sia un metodo divertente per introdurre la lezione sul lessico relativo al corpo umano.

2. LIVELLO INTERMEDIO/INTERMEDIO ALTO

Indovina chi?

Tipico gioco che si fa anche tra amici nel tempo libero, consiste nel distribuire ad ogni partecipante un cartellino con su scritto il vipnome di un personaggio famoso. Ogni giocatore non deve guardare prima il proprio cartellino ma deve metterlo in modo che gli altri siano capaci di leggerlo. Lo scopo di ogni giocatore è quello di indovinare il proprio personaggio facendo agli altri partecipanti delle domande alle quali è possibile rispondere solo sì o no.

Questo gioco lo trovo molto utile perché, rendendo possibili solo risposte Si/No, gli studenti devono cercare di fare delle domande più che possibile specifiche e man mano sforzarsi per trovare dei metodi alternativi di formularle. Inoltre è un gioco divertente che sprona anche i più timidi a parlare nella lingua straniera, visto che le domande sono brevi e concise.

3. LIVELLO AVANZATO

Taboo

tabooFamoso gioco di società, il Taboo consiste nel fare indovinare ai membri della propria squadra più parole possibili in un breve lasso di tempo (normalmente un minuto) senza però pronunciare una delle cosiddette parole «tabù», ossia un elenco di cinque parole correlate a quella da indovinare. Il numero minimo di giocatori è 4 (2 squadre da 2).

Secondo me è un ottimo metodo per apprendere il significato di parole nuove e testare la propria conoscenza del lessico. La presenza di parole difficili lo rende adatto ad alunni di livello avanzato ma nulla vieta di creare ideare delle tessere con le parole da analizzare adattandole al livello del gruppo.

 

Fonte immagini: schoolplaten.com; hartorama.gr; 
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