Come si scrive? I dubbi più comuni dell’italiano – Parte I

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dubbio

Quante volte mentre scriviamo ci assalgono dei dubbi riguardo la corretta ortografia di alcune espressioni italiane?

 

 

Come si scrive? Ci vuole l’accento o noQuando si mette l’apostrofo?

Queste e altre domande assillano moltissimi studenti di italiano ma anche madrelingua.

Già in un precedente articolo vi avevo parlato degli errori più comuni in italiano e delle regole per scrivere correttamente i nomi in maiuscolo o minuscolo.

Oggi vedremo brevemente alcuni dei dubbi più comuni dell’italiano.

 

DUBBI SULL’APOSTROFO

Un altro o un’altro?studioso.png

La forma corretta è: un altro, senza apostrofo!

Perché?

L’articolo indeterminativo “un” si apostrofa solo quando è femminile.

Quando c’è una parola femminile che inizia per vocale si ricorre all’elisione per evitare che l’incontro tra le due vocali possa risultare poco scorrevole nella lettura e poco armonioso.

Quindi avremo:

un amico, un elefante, un orso

ma

un’amica, un’elica, un’oca

Poc’anzi o pocanzi?

Le due forme sono accettate ma l’Accademia della Crusca consiglia sempre di scrivere le due parole per separato. Quindi meglio poc’anzi.

Com’è o com è?

La forma corretta è “com’è”, con apostrofo. Si tratta anche questa volta di un’elisione e quindi l’apostrofo è necessario.

Tutt’al più o tuttalpiù?

La forma più corretta è “tutt’al più” anche se scrivere “tuttalpiù” non è considerato sbagliato ma è meno frequente.

Tuttora o tutt’ora?

Si scrive senza apostrofo. Scrivere “tutt’ora” era normale nell’italiano antico ma oggi si preferisce usare la forma univerbata.

Fin’ora finora?

Anche questa volta la grafia corrente è “finora”, con univerbazione. La parola con apostrofo è oggi poco diffusa e legata soprattutto a usi popolari.

 

 

DUBBI SULL’ACCENTO

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Fù o fu?

La forma corretta della terza persona del passato remoto del verbo essere è “fu”, senza accento.

La parola, infatti, non ha bisogno di nessun accento per risultare distintiva, dato che è un monosillabo che non si confonde con nessun’altra parola.

Do o dò?

La grafia corretta della prima persona singolare del presente del verbo dare è “do”, senza accento.

L’accento , anche in questo caso, non è necessario. Confondere “do” verbo con “do” nota musicale è abbastanza difficile perché c’è sempre il contesto ad aiutarci nella comprensione.

Scrivere “dò” non è consigliabile ma non del tutto errato.

Fà o fa?

In questo caso bisogna stare più attenti. “Fa”, senza accento, si scrive per indicare la terza persona del presente del verbo fare (lui/lei fa) o per indicare l’avverbio di tempo (un anno fa).

“Fà” con accento è una grafia sbagliata. Come abbiamo visto nel caso precedente, l’accento in questo caso non è distintivo, visto che confondere il verbo con il “fa” nota musicale è quasi impossibile.

Una forma che invece dobbiamo tenere in conto è “fa’” con apostrofo, ovvero la seconda persona dell’imperativo del verbo fare (troncamento di “fai”).

So o sò?

La grafia corretta è “so” senza apostrofo e indica la prima persona del presente del verbo sapere.

Da o dà?

“Da”, senza accento, indica la preposizione di moto da luogo (Vengo da Roma) mentre “dà” con accento è  la terza persona del presente del verbo dare.

Esiste anche la forma “da’”, con apostrofo, che si usa come troncamento di “dai”, imperativo di dare.

Va o và?

“Va”, senza accento, è la grafia corretta per la terza persona del verbo andare (lui/lei va); “và” con accento è invece sbagliato.

Anche questa volta, “va’”, con apostrofo, si usa per indicare l’imperativo (troncamento di “vai”).

Se stesso o sè stesso?

Quando il “se” è accompagnato da “stesso”, l’accento non è necessario, quindi si scrive “se stesso”.

 

ACCENTO NEGLI AVVERBI DI LUOGO

Quì o qui? Qua o quà?domanda

Tra l’800 e il’900 era diffusa anche la forma accentata ma, oggi si preferisce quella senza accento.

Li o lì?

“Li” senza accento è il pronome maschile plurale con funzione di complemento oggetto:

Li chiami spesso i tuoi amici?

I libri li porta Marina

 

“Lì” con accento è invece l’avverbio di luogo.

Il mio quaderno è 

Sono arrivato a Roma e mi sono fermatoa mangiare


 

Qui la seconda parte!

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