Modi di dire italiani che hanno origini antiche

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In un mio precedente articolo vi avevo spiegato l’origine e il significato di alcune espressioni curiose e modi di dire comuni in italiano.

Oggi, voglio parlarvi di alcuni modi di dire che si riferiscono ad eventi del passato e che hanno origini antiche, ma che sono tutt’oggi molto usati.

 

  • Rimanere di sale

stupito“Rimanere di sale” ha il significato di “rimanere stupito, sbalordito di fronte ad un avvenimento”.

Questa espressione trae origine da un episodio della Bibbia, quello di Sodoma e Gomorra.

Quando Dio decise di distruggere le due città, dato che erano popolate da peccatori, mandò due angeli sulla Terra per dire a Lot, nipote di Abramo e uomo buono, di scappare. Ma lo avvertì anche che non avrebbe dovuto mai guardare indietro durante la fuga. La moglie di Lot non riuscì a rinunciare alla tentazione di voltarsi e per punizione fu trasformata in una statua di sale.

In italiano, espressioni simili sono “rimanere di sasso” e “rimanere di stucco“.

 

  • Andare a Canossa

Questa espressione ha il significato di: “umiliarsi, sottomettersi davanti a un nemico, ammettere di avere sbagliato” e si riferisce all’episodio storico che viene ricordato come “l’umiliazione di Canossa“.

Intorno all’anno 1000, era in corso una lotta politica tra il potere dalla Chiesa e l’autorità imperiale con a capo Enrico IV.  Il conflitto comportò, tra le altre cose, la scomunica del sovrano da parte del Papa Gregorio VII.

Per aver revocata la scomunica, Enrico IV e sua moglie si recarono in penitenza a Canossa dove il Papa era ospite. Il pontefice fece attendere la sua risposta per tre lunghi giorni, durante i quali Enrico rimase ad aspettare all’ingresso del castello.

Per questo “andare a Canossa” ha proprio il significato di ammettere una sconfitta e chiedere perdono.

 

  • Alle calende greche

È un’espressione abbastanza comune in italiano e si usa per riferirsi a un tempo che non arriverà mai, per indicare un qualcosa che si rimanda a un futuro molto lontano, indeterminato.

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Questo modo di dire risale all’epoca degli antichi Romani. Pare che lo abbia pronunciato per primo l’imperatore Augusto per rifersi ad un pagamento che non avrebbe mai fatto.

Le calende, nel calendario romano, corrispondevano al primo giorno di ogni mese. Era il giorno in cui venivano realizzati tutti i pagamenti per regolare i debiti. Ma nel calendario greco le calende non esistevano, dunque “alle calende greche” significa un giorno che non arriverà mai.

 

  • Perdere la Trebisonda

È una espressione che si usa per dire “perdere il controllo, essere confusi e disorientati”, come quando diciamo “perdere la bussola“.

L’origine di questo modo di dire si deve al fatto che la città di Trebisonda (Turchia), situata sulle coste del Mar Nero, nell’antichità rappresentava un importante punto di riferimento per tutti i naviganti che viaggiavano tra Europa e Medio Oriente.

Quindi perdere la Trebisonda corrispondeva a perdere l’orientamento durante la navigazione.

 

  • Muoia Sansone con tutti i Filistei

Sansone era un personaggio biblico a cui Dio aveva donato una forza fisica incredibile, affinché liberasse Israele dai Filistei, un antico popolo di origine indoeuropea.

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Fin da ragazzo fu un eroe indiscusso, capace di compiere imprese straordinarie. Un giorno si innamorò di Dalila, una donna corrotta che su ordine dei Filistei riuscì a scoprire il segreto della sua forza che consisteva nel non tagliare mai i capelli. La donna, dunque, mentre Sansone dormiva, gli tagliò i capelli e l’eroe perse così tutta la sua potenza.

 

Consegnato ai Filistei e imprigionato, chiese perdono a Dio per essersi fatto ingannare e lo pregò affinché gli desse ancora la forza per vendicarsi.

Fu così che durante un banchetto dei Filistei, riuscì a fare crollare il tempio scuotendo le mura con la sua forza e, prima di morire, pronunciò la famosa frase: “Morte a Sansone e a tutti i Filistei!”

L’espressione si dice ancora oggi per riferirsi a chi è disposto a tutto, anche a rinunciare alla propria vita, per danneggiare gli altri.

 

  • Rivedersi a Filippi

Non fidatevi di chi vi dice “ci vediamo a Filippi!” perchè questo modo di dire potrebbe rappresentare una minaccia

“Rivedersi a Filippi” è una frase che viene dall’antica Roma. Bruto, uno dei cospiratori dell’imperatore Cesare, sognò quest’ultimo che gli diceva: “Ci rivedremo a Filippi”.

Il giorno successivo ci fu una battaglia a Filippi, una cittadina sulla costa del Mare Egeo, nella quale le truppe repubblicane furono sconfitte. Bruto, consapevole di aver perso, decise di suicidarsi.

Per questo motivo, “rivedersi a Filippi” è un’espressione che invita alla prudenza, dato che preannuncia il momento della vendetta, della giustizia, della punizione.

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