Intervista a Cristina Pepe: una italo-canadese con la passione per l’Italia

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Oggi vi presento Cristina, una italo-canadese autrice del blog Un po’ di Pepe.

Ho avuto il piacere di intervistarla per voi per farmi raccontare di più sulla sua vita, il suo blog e la sua passione per l’Italia.


Hi Cristina! Can you tell us a little about yourself?

Ciao Silvia!  I was born in Orsara di Puglia (Foggia) Italia, and immigrated to Canada with my parents when I was 2 years old. We first lived in Thunder Bay Ontario, but brrr… it was too cold for us there.  The next year we moved to Vancouver BC on the west coast where I have lived ever since. In my ‘real’ job, I work at the pediatric hospital as a diabetes educator. I teach families how to manage when they have a child diagnosed with diabetes. I am passionate about art and Italian culture. I have been an ‘artist’ since the age of 5.  I am mostly a printmaker and painter, but I like to do everything, including making books by hand. My images reflect ancestral explorations and the passage of time. Family, friends, food, and my travels to Italia provide my inspiration!  I also love to write!  I belong to the Association of Italian Canadian Writers (AICW) and have a few stories in the process of being published.

Ciao Cristina! Puoi raccontarci qualcosa su di te?

Ciao Silvia! Sono nata a Orsara di Puglia (Foggia), Italia, e sono emigrata in Canada con i miei genitori quando avevo 2 anni. All’inizio vivevamo a Thunder Bay, in Ontario, ma brrr… faceva troppo freddo lì per noi. L’anno successivo ci siamo trasferiti a Vancouver BC, sulla costa occidentale, dove vivo ancora adesso. Il mio lavoro “reale” è quello di educatore diabetologico all’ospedale pediatrico. Insegno alle famiglie come tenere sotto controllo un bambino a cui è stato diagnosticato il diabete. Ma sono anche un’appassionata di arte e di cultura italiana. Fin da quando avevo 5 anni ho un’indole da “artista”. Principalmente creo stampe e dipingo, ma amo fare di tutto, anche libri a mano. Le mie immagini rappresentano esplorazioni ancestrali e il passare del tempo. La famiglia, gli amici, il cibo e i miei viaggi in Italia sono la mia fonte d’ispirazione. Inoltre, adoro scrivere! Faccio anche parte dell’Associazione degli Scrittori Canadesi Italiani (AICW) e al momento ho un paio di storie in processo di pubblicazione.


I find your blog “Un po’ di pepe” very interesting. What inspired you to start it?

Grazie Silvia!  Sei troppo gentile!  I had been thinking about starting a blog for a long time. I have always had a passion for words and images and could be found with my nose in a book, reading, writing, or sketching.  Whenever I thought of something interesting, I would scribble notes on scraps of paper… post-it notes… menus….the computer, and more recently even on my phone, because I thought ‘one day’ I would write about it. I also had hundreds of photos I took every year and several emails I kept sending over and over to friends planning travel to Italy.  My blog is a place I can combine and share all of my interests: writing, art, photography, travel, and exploring Italian culture, and use those half- written ideas I have.  I also have a strong belief in maintaining cultural ties, and I travel to Italy every year.  I hope to encourage the same in other italocanadesi who read my blog and to connect with others who have a passion for art, Italy, or both.  I write about anything I think is interesting, including art, art history, Italian travel, history, traditions, folklore, food and culinary history, travel and language…I hope my readers learn something new every time they visit my blog, whether it is about a new place to visit, discovering a new artwork, learning a few new words in Italian, or maybe even being inspired to pick up a brush and start to paint! It took me months to come up with a blog name that was not taken! As soon as I thought of ‘Un po’ di pepe’ I was really impressed with myself….you see, Pepe is my last name!  I wish I had time to post more often, but for now my goal is 2 posts per month.

Trovo il tuo blog “Un po’ di pepe” molto interessante. Cosa ti ha ispirato ad aprirlo?

Grazie Silvia! Sei troppo gentile! Pensavo di aprire un blog da molto tempo. Ho sempre avuto una passione per le parole e le immagini e sto sempre con il naso sui libri, leggendo, scrivendo o disegnando. Tutte le volte che penso a qualcosa di interessante, lo appunto su un foglio di carta, post-it, blocco note, menu, computer… e di recente anche sul mio telefono, perché penso “un giorno scriverò di questo”. Avevo anche centinaia di foto conservate e diverse e-mail che mi scambiavo continuamente con i miei amici per pianificare un viaggio in Italia. Il mio blog è un luogo in cui posso combinare e condividere tutti i miei interessi: scrittura, arte, fotografia, viaggi, cultura italiana…usando tutti gli appunti che ho scritto. Inoltre, sono profondamente convinta che sia importante mantenere un legame con la propria cultura di origine e, infatti, ogni anno vado in Italia. Così, spero di incoraggiare anche gli altri italo-canadesi che leggono il mio blog a entrare in contatto con altre persone che nutrono la passione per l’arte, per l’Italia o per entrambe. Scrivo di tutto ciò che ritengo interessante, tra cui arte, storia, viaggi in Italia, tradizioni, folclore, cucina, viaggi e lingue … spero che i miei lettori imparino qualcosa di nuovo ogni volta che visitano il mio blog: che sia un nuovo luogo da visitare, una nuova opera d’arte da scoprire, alcune nuove parole in italiano da imparare, o magari per ispirarli a prendere in mano un pennello e iniziare a dipingere! Ci sono voluti mesi per trovare un nome al blog che non fosse già stato preso! Appena ho pensato a “Un po’ di pepe” mi sono stupita di me stessa … sai, Pepe è il mio cognome! Vorrei avere il tempo di pubblicare più spesso, ma per ora il mio obiettivo è di almeno due articoli al mese.


What do you like most of Italy?

I love the history, art and architecture, the light …the glorious, magnificent light of the mid aftenoon sun is unbelievable.  I want to paint that light!  Then there is the food, the people, la passeggiata….

Cosa ti piace di più dell’Italia?

Amo la storia, l’arte, l’architettura, la luce … la gloriosa e magnifica luce del sole di metà pomeriggio è incredibile. Vorrei dipingere quella luce! Poi c’è il cibo, la gente, la passeggiata…


And what you dislike?

Bureaucracy! Mannaggia that is a bad one! I don’t think it needs any further explanation!

E che cosa non ti piace?

La burocrazia! Mannaggia, quella sì che non mi piace! Non credo che ci sia bisogno di aggiungere altro!


Have you got any favourite city or place in Italy?

Besides  my paese where i was born, Orsara di Puglia, I love the entire Promontorio del Gargano.  I also love Roma, Firenze, Lucca, Paestum, Matera.  I even love places i have not been to yet.  Is that even possible?  Anything with an archeological site is automatically a place I like.

C’è una città o un posto dell’Italia che preferisci?

Oltre al paese dove sono nata, Orsara di Puglia, amo l’intero Promontorio del Gargano. Adoro anche Roma, Firenze, Lucca, Paestum e Matera. Amo persino i luoghi in cui non sono ancora mai stata. È mai possibile? Qualunque posto in cui ci sia un sito archeologico è automaticamente un luogo che mi piace.


What would you consider to be the most curious thing about the way of life of Italians?  

Some of  the health beliefs are very unique and strange, for example that at the beach you can’t go into the water for 2-3 hours after eating or you will get a cramp and drown.  There is also the concept of ‘colpo d’aria’ and ‘la cervicale’.  I have been exposed to these ideas my whole life, but being a health care professional, they really make me laugh.

Quale pensi che sia la cosa più curiosa del modo di vivere degli italiani?

Alcune delle credenze sulla salute sono uniche e strane. Ad esempio che quando si va al mare non si possa fare il bagno per 2-3 ore dopo aver mangiato sennò ti vengono i crampi e puoi annegare. Trovo anche strani i concetti di “colpo d’aria” e di “cervicale”. Sono stata esposta a queste idee per tutta la vita, ma essendo una professionista sanitaria, mi fanno veramente ridere.


Since you’ve been living in Canada for many years, how did you do to not forget Italian language?  

I did not learn to speak english until i started school when i was  almost 6 years old.  At home we spoke dialetto and italiano.  Our neighbours, friends and my parents’ coworkers were all from different parts of italia, so I can understand almost any dialetto, except Frulan and Sardo. I still speak to my parents in Italian and dialetto with a bit of english thrown in, and some ‘italiese’. This was typical of most italian immigrants to Canada.  Incidentally, i just came back from an AICW conference and attended a presentation on Italiese!   When I was growing up, every 4 or 5 years, my family would go to Italy for the whole summer.  Since 2004, I have been going  every year and only speak italian when I am there.  My grammar could use a lot of improvement, as i did not formally attend school in italian, but my vocabulary and understanding get an A+. I have always made an effort to speak to my nieces and nephew in italian.  My niece just started taking italian in university, so she will be helping “Zia Cristina” out with the grammar rules!  I also keep in touch with my family members in italia.  I am a compulsive list maker, and i make my lists in italian. I have writen a few bilingual blog posts, including “La Befana” and some of my recipes.  I do not use Google translator, as it makes more mistakes than i do!

Dal momento che vivi in Canada da molti anni, come hai fatto per non dimenticare la lingua italiana?

Non sapevo parlare inglese finché non ho iniziato la scuola, a quasi 6 anni. A casa parliamo dialetto e italiano. I nostri vicini, i nostri amici e i colleghi dei miei genitori provenivano tutti da diverse parti d’Italia, quindi sono capace di capire quasi tutti i dialetti, tranne il Friulano e il Sardo. Con i miei genitori continuo a parlare in italiano e in dialetto, mischiato a un po’ di inglese e con qualche parola in “italiese”. Questa è una delle caratteristiche comuni alla maggior parte degli immigrati italiani in Canada. A proposito, sono appena tornata da una conferenza della AICW e ho partecipato a una presentazione proprio sull’ “italiese”! Quando ero piccola, ogni quattro o cinque anni, io e la mia famiglia trascorrevamo l’estate in Italia. Dal 2004, parto ogni anno e parlo italiano solo quando sono lì. La mia grammatica potrebbe migliorare un sacco, dato che non ho frequentato una scuola italiana, ma il mio vocabolario e la comprensione dell’ascolto meritano un A+. Ho sempre cercato di parlare con i miei nipoti in italiano. Mia nipote ha appena iniziato a frequentare l’università italiana, quindi aiuterà “Zia Cristina” con le regole di grammatica! Inoltre, sto sempre in contatto con i miei familiari in Italia. Sono una maniaca delle liste e le scrivo tutte in italiano. Anche sul mio blog ho scritto alcuni post bilingue, tra cui “La Befana” e alcune delle mie ricette. Non uso il traduttore di Google, perché fa più errori di me!


In your opinion, what are the main problems for an English speaker in learning Italian?

English speakers try to pronounce italian words the way english words would be pronounced and monotone, without stress on the penultimate syllable.  There is also too much anglicizations of italian words and even names.

Secondo te, quali sono i principali problemi per un madrelingua inglese nell’imparare l’italiano?

Chi parla inglese cerca di pronunciare le parole italiane come le parole inglesi, in modo monotono, senza accento sulla penultima sillaba. Si fanno anche troppe anglicizzazioni di parole italiane e persino di nomi propri.


Do you have any suggestion, advice or tip to give them to overcome these difficulties?

Certo!

1) Learn pronunciation first!  It is completely different from english pronunciation. Italian is a phonetic language, so once you know how each letter or combination of letters is pronounced, the rest is easier.  I wrote an italian pronunciation guide that is available as a downloadable PDF on my blog .

2) Watch movies in italian, read italian language blogs like Silvia’s,

3) Go to italia! You can only learn so much in a classroom or from books.  There is no substitute for learning ‘on the ground’, but you need to go to less touristy areas and travel alone or with others who will only speak italian.  Going on a trip to italy with a group of other english speakers will be a lot of fun, but will not do much to improve your italian language skills.

4) Speak, and do not be afraid to make mistakes.  It is the only way to learn.

5) Avoid anglicizing.

Avresti qualche suggerimento, consiglio o raccomandazione da dargli per superare queste difficoltà?

Certo!

1) Imparate la pronuncia corretta per prima cosa! È completamente diversa da quella inglese. L’italiano è un linguaggio fonetico, quindi una volta che si impara come pronunciare ogni lettera o combinazione di lettere, tutto diventa più facile. Ho scritto anche una guida per la pronuncia italiana disponibile in PDF e scaricabile dal mio blog.

2) Guardate film in italiano, leggete blog di lingua italiana come quello di Silvia.

3) Andate in Italia! Si può imparare tanto a lezione o dai libri, ma non c’è niente di meglio che imparare “in loco”. Però è necessario recarsi in luoghi poco turistici e viaggiare da soli o con altre persone che parlano solo italiano. Andare in viaggio in Italia con un gruppo di altri inglesi è molto divertente, ma non vi aiuterà molto a migliorare la vostra conoscenza della lingua.

4) Parlate e non abbiate paura di commettere errori. È l’unico modo per imparare.

5) Evitate di anglicizzare le parole.

Thank you very much, Cristina! It was a pleasure!

Grazie mille, Cristina! È stato un piacere!

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9 pensieri su “Intervista a Cristina Pepe: una italo-canadese con la passione per l’Italia

  1. Grazie, Silvia, per l’intervista molto interessante. E’ bello conoscere Cristina meglio attraverso il tuo blog. (Devo dire che nelle mie lezioni d’italiano, nessuno ha mai parlato di quando si può usare l’informale sul social. Quindi in questo momento seguo gli esempi dei giovani su Facebook e spero di non offendere.)

    Mi piace

    • Ciao! Grazie mille per il tuo commento! Mi fa piacere che ti sia piaciuta l’intervista!
      In italiano normalmente siamo abbastanza formali, soprattutto in lettere e e-mail, ma quando si tratta di social network l’uso dell’informale è più che diffuso e accettato! Quindi tranquilla, nessuna offesa! 😉

      Piace a 2 people

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