Preply: imparare le lingue in un click

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Ciao a tutti!

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Qualche giorno fa sono stata contattata da una rappresentate di Preply, una piattaforma online che consente di mettere in contatto studenti e professori da qualunque parte del mondo.

Ho trovato l’idea molto interessante, anche perché attraverso il sito chiunque ha l’opportunità di trovare l’insegnante più adatto alle proprie necessità e le lezioni possono essere comodamente seguite da casa, utilizzando Skype per comunicare.

Spesso, tra studio e lavoro, è molto complicato trovare il tempo per iscriversi a una scuola di lingue o fissare un appuntamento con un professore per ricevere lezioni private.

Su Preply invece si può contattare il tutor in qualunque momento, vedere la sua disponibilità oraria e il prezzo per ora di lezione e trovare l’insegnante che più si adatta alle proprie esigenze. Inoltre, si può decidere di prenotare la prima lezione immediatamente oppure fissare un appuntamento per un giorno e un orario prestabilito a seconda della disponibilità del tutor.

Inoltre, è possibile trovare non solo insegnanti di lingue, ma anche di altre discipline scolastiche come matematica, chimica, biologia, ecc.

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Al momento ci sono più di 40.000 tutor iscritti alla piattaforma e, ovviamente, anche tantissimi insegnanti di italiano.

Anche io ho deciso di registrarmi al loro sito per impartire lezioni di italiano!

Per cui se stai cercando un insegnante su internet o vuoi trovare qualcuno nella tua città per fare conversazione, provalo! È un servizio super facile e comodo!

In bocca al lupo!

 

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Impara l’italiano con le canzoni di Carmen Consoli

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Uno dei modi più semplici e divertenti per imparare l’italiano e mantenere allenata la lingua è quello di ascoltare musica in lingua italiana.

Farlo è molto semplice dato che, grazie a Internet, è possibile reperire qualunque tipo di video, canzone e testo. In più, la tecnologia ci permette di ascoltare musica praticamente in qualsiasi luogo: in macchina, in palestra, mentre facciamo una passeggiata…

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La musica, poi, è un ottimo strumento per memorizzare più facilmente il vocabolario, soprattutto se ci impegniamo a capirne il significato attraverso la lettura e la traduzione del testo.

Ecco alcuni consigli per imparare le lingue con la musica.

Quale musica ascoltare?

In generale non esiste una regola. Per far sì che l’attività risulti più divertente e leggera possibile è sempre meglio scegliere un genere musicale che ci piace!

Oggi voglio consigliarvi l’ascolto di una delle mie cantanti italiane preferite: Carmen Consoli.

Probabilmente alcuni di voi la conoscono già, anche se non è una delle cantanti italiane più famose all’estero.

Io ho avuto l’opportunità di vederla suonare a cantare dal vivo almeno cinque volte e vi assicuro che è davvero bravissima!

Vi consiglio di ascoltare le sue canzoni, non solo perché sono vivaci e orecchiabili ma, soprattutto, perché Carmen utilizza un linguaggio abbastanza ricercato e particolarmente elegante che vi permetterà di ampliare notevolmente il vostro vocabolario.

Ovviamente sono gusti, ma se vi piacciono i generi del pop e del rock, sicuramente saprete apprezzarla!

Ma chi è Carmen Consoli?

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Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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Imparare l’italiano in Italia: le domande più frequenti

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Ciao a tutti!

italiaMolto spesso i miei alunni mi chiedono dei consigli per imparare l’italiano in Italia e per questo oggi ho deciso di dedicare un articolo a questo argomento, cercando di rispondere alle domande più frequenti su questo tema.

Prima di tutto, ci tengo a sottolineare che, secondo me, imparare una lingua direttamente nel Paese in cui si parla è fondamentale se si vogliono ottenere dei risultati migliori e duraturi.

È ovvio che con questo non voglio dire che solo chi si traferisce in Italia potrà parlare bene l’italiano; ma ho notato, sia per esperienza personale che attraverso il mio lavoro, che chi ha l’opportunità di trascorrere un periodo all’estero ed entrare quotidianamente in contatto con madrelingua, riuscirà ad ottenere un linguaggio meno artificiale, più vicino alla realtà, imparando delle espressioni e un vocabolario meno “didattico” e più naturale.

Quindi, se avete l’opportunità di farlo e le vostre finanze ve lo permettono, vi consiglio vivamente di andare in Italia per un periodo, anche solo per poche settimane, per mettere in pratica quanto già sapete e per imparare moltissimo di più stando a contatto con la gente del posto. L’ideale, poi, sarebbe quello di frequentare un corso di lingua direttamente in loco; che sia intensivo o per solo poche ore al giorno vi assicuro che noterete la differenza!

Ma vediamo quali sono le 3 domande più ricorrenti quando si pensa di andare a studiare l’italiano in Italia:

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Come chiamo mio figlio? I nomi di bambini vietati in Italia

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In un articolo precedente vi avevo parlato dei cognomi più strani e divertenti degli italiani.

Oggi, invece, parliamo di nomi. Sapevate che in Italia è vietato dare alcuni nomi ai propri figli?

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La prima regola prevista dalla legge italiana è che ai bambini si può dare un qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto latino (comprese, quindi, le lettere X,Y, W, J e K) .

Non sono ammessi altri tipi di caratteri, come quelli arabi, russi, greci, cinesi ecc.

Ai bambini, poi, non può essere dato il nome del padre o della madre, neanche se seguito da Junior o Jr, come invece si fa in altre parti del mondo. In questo caso, si può solo raddoppiare il nome. Per cui se il padre si chiama Antonio, il figlio potrà chiamarsi Carlo Antonio. Se la madre si chiama Elena, la figlia si potrà chiamare Maria Elena, e così via.

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10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere

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Il vostro sogno è quello di parlare italiano come dei veri nativi?

Allora, non perdetevi questo articolo!

Oggi vi insegnerò 10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere:

1. Fa un freddo canefreddo-cane

Questa espressione è usata in italiano per dire che fa così freddo che, nella migliore delle ipotesi, solo i cani sarebbero capaci di sopportarlo. La cosa curiosa è che questo modo di dire sembra avere origini eschimesi!

2. A buon mercato 

Quando qualcuno dice che ha comprato qualcosa “a buon mercato” vuol dire che il prezzo che ha pagato era molto economico, conveniente.

Per esempio: “Oggi ho comprato un paio di scarpe a buon mercato”.

3. Di punto in bianco

Quando un’azione viene eseguita improvvisamente, in modo spontaneo o provocando una sorpresa, usiamo l’espressione “di punto in bianco”.

Per esempio: “Luca è arrivato e di punto in bianco si è messo a piangere”.

4. Alzare il gomito 

alzare-il-gomitoSe un nostro amico ha bevuto troppo, potreste dirgli: “ieri non ti sembra di avere alzato un po’ troppo il gomito?”.

Perché diciamo così? Pensateci, per portare il bicchiere di vino o di birra alla bocca dobbiamo fare un gesto che consiste nel muovere il braccio e, di conseguenza, anche il gomito verso l’alto.

5. Acqua in bocca!

“Acqua in bocca” si usa per chiedere a qualcuno di non rivelare un segreto.

Per esempio: “Non dire a Laura che Luigi è innamorato di lei! Mi raccomando, acqua in bocca!”

Trovo questo modo di dire molto carino e intelligente. Se ci pensate, nessuno è in grado di parlare quando ha la bocca piena d’acqua!

6. Ridere sotto i baffi

Chi “ride sotto i baffi” in realtà sta cercando di nascondere sotto i propri baffi il movimento delle labbra che sorridono, per evitare di essere scoperto.

Questa espressione si usa, dunque, quando una persona finge di essere seria, mentre in realtà sta ridendo di qualcosa o di qualcuno.

7. Vuotare il sacco 

Se qualcuno “vuota il sacco”, significa che ha deciso di dire tutta la verità su un argomento, di rivelare ogni segreto.

Per esempio: “Il colpevole dell’omicidio alla fine ha vuotato il sacco”

8. Avere le mani bucate 

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Fonte immagine: blogaccio.eu

 

Si dice di chi spende sempre tutti i suoi soldi, di chi non è capace di risparmiare…proprio come se avesse dei buchi nelle mani.

9. In fretta e furia 

Una persona che fa qualcosa “in fretta e furia” non solo agisce rapidamente, ma anche con violenza, rabbia.

Per esempio: “Matteo è andato via in fretta e furia”

10. Fare un bidone 

“Fare un bidone” a qualcuno significa ingannare, o mancare a un appuntamento senza avvisare. Spesso, nel linguaggio colloquiale, si usa anche il verbo “bidonare” o “tirare un bidone” con lo stesso significato.

Per esempio: “Dovevo vedermi con Lucia alle 19:00, ma mi ha fatto un bidone/mi ha bidonato/mi ha tirato un bidone”

 

E voi? Conoscevate queste espressioni? Quale vi piace di più?

Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉