Impara l’italiano con le canzoni di Carmen Consoli

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Uno dei modi più semplici e divertenti per imparare l’italiano e mantenere allenata la lingua è quello di ascoltare musica in lingua italiana.

Farlo è molto semplice dato che, grazie a Internet, è possibile reperire qualunque tipo di video, canzone e testo. In più, la tecnologia ci permette di ascoltare musica praticamente in qualsiasi luogo: in macchina, in palestra, mentre facciamo una passeggiata…

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La musica, poi, è un ottimo strumento per memorizzare più facilmente il vocabolario, soprattutto se ci impegniamo a capirne il significato attraverso la lettura e la traduzione del testo.

Ecco alcuni consigli per imparare le lingue con la musica.

Quale musica ascoltare?

In generale non esiste una regola. Per far sì che l’attività risulti più divertente e leggera possibile è sempre meglio scegliere un genere musicale che ci piace!

Oggi voglio consigliarvi l’ascolto di una delle mie cantanti italiane preferite: Carmen Consoli.

Probabilmente alcuni di voi la conoscono già, anche se non è una delle cantanti italiane più famose all’estero.

Io ho avuto l’opportunità di vederla suonare a cantare dal vivo almeno cinque volte e vi assicuro che è davvero bravissima!

Vi consiglio di ascoltare le sue canzoni, non solo perché sono vivaci e orecchiabili ma, soprattutto, perché Carmen utilizza un linguaggio abbastanza ricercato e particolarmente elegante che vi permetterà di ampliare notevolmente il vostro vocabolario.

Ovviamente sono gusti, ma se vi piacciono i generi del pop e del rock, sicuramente saprete apprezzarla!

Ma chi è Carmen Consoli?

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Imparare l’italiano con i fumetti

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State imparando l’italiano e volete migliorare il vostro vocabolario? Uno dei metodi più efficaci è sicuramente leggere molto testi in lingua originale.

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In un articolo precedente vi avevo già spiegato come trarre il massimo beneficio dalla lettura per imparare una lingua e vi avevo suggerito alcune letture graduate in italiano.

Ma spesso i libri possono risultare troppo pesanti da leggere e difficili da capire. I fumetti invece utilizzano un linguaggio semplice e un vocabolario quotidiano,  più facile da comprendere e da memorizzare.

Ecco perché oggi voglio farvi conoscere alcuni fumetti italiani che potrete acquistare facilmente su Internet e che vi consentiranno di imparare nuove parole in modo facile e divertente!

Forse non tutti sanno che…

la parola “fumetto” è un diminutivo di fumo e si usa per indicare la nuvoletta all’interno della quale vengono scritte le frasi pronunciate dai personaggi della storia.

A seconda della forma della “nuvola” possiamo anche capire che azione stanno facendo i personaggi: se parlano, se sussurrano, se pensano, se gridano, ecc.

tipi di fumetto

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I nomi delle dita della mano in italiano

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Sapete come si chiamano le dita delle mani in italiano?

Mi sono accorta che questo argomento non è quasi mai preso in considerazione dai libri e dai manuali di italiano per stranieri e spesso conoscere i nomi delle dita della mano è utile per comprendere meglio letture e modi di dire italiani.

 

dita della mano

Pollice: il nome deriva dal latino pollex-pollicis, probabilmente  a sua volta un derivato del verbo polleo, che significa forte, potente. Il pollice è infatti il primo e il più grosso dito della mano, quello che distingue l’uomo dagli altri primati e che ci consente di prendere gli oggetti.
Indice: il nome deriva dal latino indicare, quindi mostrare, segnalare. L’indice è effettivamente il dito con cui indichiamo persone e oggetti.
Medio: il nome si deve alla sua posizione, dato che è quello che si trova al centro delle dita della mano.
Anulare: il nome viene dalla parola “anello“, infatti è il dito dove generalmente si porta la fede nuziale.
Mignolo: il nome deriva dal latino minimus, ovvero “piccolo“. Quindi, essendo il più piccolo, lo chiamiamo così.

Quanto sei bravo in italiano? Scoprilo con questo test!

test italiano
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Gli studenti stranieri (in particolare quelli provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea) che vogliono trascorrere un periodo di studio in Italia o partecipare a un progetto Erasmus, normalmente devono superare un test di lingua per dimostrare la loro conoscenza dell’italiano.

Anche per scrivere un curriculum in modo professionale è molto importante conoscere il livello di competenza che possediamo nelle diverse lingue che abbiamo studiato o sappiamo parlare.

Il Consiglio d’Europa ha realizzato negli anni ’90 un modello di riferimento in grado di descrivere e valutare le abilità conseguite da chi studia una lingua straniera europea, attraverso la suddivisione in livelli di competenza.

Questo sistema è stato chiamato Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) ed è oggi il principale punto di riferimento per tutti gli studenti e gli insegnanti di lingue.

livelli lingue

Fonte: www.memorbalia.it/descrittori/dalframeworkeuropeo.pdf

Il livello A o elementare si suddivide in due sottolivelli: A1 e A2.

Il livello A1, detto anche livello di contatto, viene descritto come la fase in cui lo studente è capace di capire e usare espressioni di uso quotidiano volte a soddisfare dei bisogni di tipo concreto. Per esempio, sapersi presentare, saper fare domande semplici sulla vita di tutti i giorni, essere capaci di rispondere a queste stesse domande e comprendere conversazioni lente in cui si usa un vocabolario di base.

Il livello A2, chiamato anche livello di sopravvivenza, si riferisce a quella fase di apprendimento in cui lo studente è capace di scambiare informazioni semplici su argomenti familiari e sa esprimere bisogni immediati.

Il livello B o intermedio si divide anche in due sottolivelli: B1 e B2.

Chi possiede il livello B1, o livello soglia, può affrontare con disinvoltura situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel Paese di cui si parla la lingua ed è in grado di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

Il livello B2, o di progresso, è invece quella fase in cui lo studente è già capace di capire testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comunicando senza eccessivi sforzi con i parlanti nativi e affrontando una varietà più ampia di tematiche.

Infine, il livello C o avanzato si divide in C1 e C2.

Il C1, detto anche livello di efficacia, si riferisce alla capacità di esprimersi in modo fluido e preciso su argomenti e situazioni più complesse, utilizzando la lingua sia per scopi sociali che professionali e accademici. Chi possiede questo livello può parlare con i nativi senza nessuna difficoltà e utilizzare un vocabolario più specifico e adatto ad ogni situazione.

Il livello C2, o di padronanza, è il più avanzato e il più completo. Lo studente che raggiunge questa fase ha quasi le stesse capacità di un parlante nativo, sa esprimersi spontaneamente in modo molto scorrevole e preciso ed è anche capace di riconoscere alcune sfumature di tono e di accento.

testSe vuoi conoscere il tuo livello di conoscenza della lingua italiana, ti consiglio di realizzare questo test che ho reperito on-line dal sito di ESL – Soggiorni Linguistici.

Penso che sia uno dei test più semplici e veloci disponibili gratis su Internet ed è anche molto utile perché oltre a basarsi sui livelli del QCER, suggerisce, una volta terminato il test, anche le risposte corrette, in modo da poter imparare dai propri errori.

Se invece ti interessa scoprire di più sulle principali certificazioni linguistiche di italiano, ti consiglio di leggere questo altro articolo dove spiego in dettaglio quali e quante sono.

E tu? Quanto sei bravo in italiano? Che risultato hai ottenuto nel test?

Fammi sapere il tuo risultato nei commenti!

Alla prossima!

Parole difficili: “Addirittura”

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Ciao a tutti!

Oggi vi spiegherò il significato e l’uso di una delle parole più difficili da capire e utilizzare per uno studente di italiano: la parola “addirittura“.

Sono sicura che molti di voi avranno già sentito questa espressione, ma siete certi di aver capito bene come si utilizza?

La parola addirittura è un avverbio che anticamente voleva dire “direttamente“.

Per esempio: “Andrò addirittura a lavoro” = “Andrò direttamente a lavoro”

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Questo significato con il tempo si è perso e la parola addirittura oggi ha un valore totalmente diverso.

La usiamo per esprimere stupore, meraviglia di fronte a un avvenimento particolare.neve

Per esempio:

“Quest’inverno la temperatura è scesa fino agli zero gradi, addirittura ha nevicato!”

L’uso di addirittura, in questa frase, serve a sottolineare il fatto che abbia nevicato, un evento davvero speciale per la persona che parla.

Oppure si può utilizzare anche come risposta a qualcosa di sorprendente che ci stanno raccontando:

– “Michele non solo ha vinto la gara, ma gli hanno first-2023915_640anche dato la medaglia d’oro!”

– “Addirittura!”

Qui, la parola addirittura serve a enfatizzare la sorpresa, l’entusiasmo davanti a un avvenimento così importante.

Alcuni sinonimi di addirittura in italiano sono: persino, perfino e finanche ma sono meno utilizzati nel linguaggio quotidiano.

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi sia risultato utile!

Se volete scoprire di più su altre parole difficili dell’italiano, vi consiglio di leggere anche questo.

A presto!