Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere

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Il vostro sogno è quello di parlare italiano come dei veri nativi?

Allora, non perdetevi questo articolo!

Oggi vi insegnerò 10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere:

1. Fa un freddo canefreddo-cane

Questa espressione è usata in italiano per dire che fa così freddo che, nella migliore delle ipotesi, solo i cani sarebbero capaci di sopportarlo. La cosa curiosa è che questo modo di dire sembra avere origini eschimesi!

2. A buon mercato 

Quando qualcuno dice che ha comprato qualcosa “a buon mercato” vuol dire che il prezzo che ha pagato era molto economico, conveniente.

Per esempio: “Oggi ho comprato un paio di scarpe a buon mercato”.

3. Di punto in bianco

Quando un’azione viene eseguita improvvisamente, in modo spontaneo o provocando una sorpresa, usiamo l’espressione “di punto in bianco”.

Per esempio: “Luca è arrivato e di punto in bianco si è messo a piangere”.

4. Alzare il gomito 

alzare-il-gomitoSe un nostro amico ha bevuto troppo, potreste dirgli: “ieri non ti sembra di avere alzato un po’ troppo il gomito?”.

Perché diciamo così? Pensateci, per portare il bicchiere di vino o di birra alla bocca dobbiamo fare un gesto che consiste nel muovere il braccio e, di conseguenza, anche il gomito verso l’alto.

5. Acqua in bocca!

“Acqua in bocca” si usa per chiedere a qualcuno di non rivelare un segreto.

Per esempio: “Non dire a Laura che Luigi è innamorato di lei! Mi raccomando, acqua in bocca!”

Trovo questo modo di dire molto carino e intelligente. Se ci pensate, nessuno è in grado di parlare quando ha la bocca piena d’acqua!

6. Ridere sotto i baffi

Chi “ride sotto i baffi” in realtà sta cercando di nascondere sotto i propri baffi il movimento delle labbra che sorridono, per evitare di essere scoperto.

Questa espressione si usa, dunque, quando una persona finge di essere seria, mentre in realtà sta ridendo di qualcosa o di qualcuno.

7. Vuotare il sacco 

Se qualcuno “vuota il sacco”, significa che ha deciso di dire tutta la verità su un argomento, di rivelare ogni segreto.

Per esempio: “Il colpevole dell’omicidio alla fine ha vuotato il sacco”

8. Avere le mani bucate 

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Fonte immagine: blogaccio.eu

 

Si dice di chi spende sempre tutti i suoi soldi, di chi non è capace di risparmiare…proprio come se avesse dei buchi nelle mani.

9. In fretta e furia 

Una persona che fa qualcosa “in fretta e furia” non solo agisce rapidamente, ma anche con violenza, rabbia.

Per esempio: “Matteo è andato via in fretta e furia”

10. Fare un bidone 

“Fare un bidone” a qualcuno significa ingannare, o mancare a un appuntamento senza avvisare. Spesso, nel linguaggio colloquiale, si usa anche il verbo “bidonare” o “tirare un bidone” con lo stesso significato.

Per esempio: “Dovevo vedermi con Lucia alle 19:00, ma mi ha fatto un bidone/mi ha bidonato/mi ha tirato un bidone”

 

E voi? Conoscevate queste espressioni? Quale vi piace di più?

Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉

Modi di dire italiani che hanno origini antiche

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In un mio precedente articolo vi avevo spiegato l’origine e il significato di alcune espressioni curiose e modi di dire comuni in italiano.

Oggi, voglio parlarvi di alcuni modi di dire che si riferiscono ad eventi del passato e che hanno origini antiche, ma che sono tutt’oggi molto usati.

 

  • Rimanere di sale

stupito“Rimanere di sale” ha il significato di “rimanere stupito, sbalordito di fronte ad un avvenimento”.

Questa espressione trae origine da un episodio della Bibbia, quello di Sodoma e Gomorra.

Quando Dio decise di distruggere le due città, dato che erano popolate da peccatori, mandò due angeli sulla Terra per dire a Lot, nipote di Abramo e uomo buono, di scappare. Ma lo avvertì anche che non avrebbe dovuto mai guardare indietro durante la fuga. La moglie di Lot non riuscì a rinunciare alla tentazione di voltarsi e per punizione fu trasformata in una statua di sale.

In italiano, espressioni simili sono “rimanere di sasso” e “rimanere di stucco“.

 

  • Andare a Canossa

Questa espressione ha il significato di: “umiliarsi, sottomettersi davanti a un nemico, ammettere di avere sbagliato” e si riferisce all’episodio storico che viene ricordato come “l’umiliazione di Canossa“.

Intorno all’anno 1000, era in corso una lotta politica tra il potere dalla Chiesa e l’autorità imperiale con a capo Enrico IV.  Il conflitto comportò, tra le altre cose, la scomunica del sovrano da parte del Papa Gregorio VII.

Per aver revocata la scomunica, Enrico IV e sua moglie si recarono in penitenza a Canossa dove il Papa era ospite. Il pontefice fece attendere la sua risposta per tre lunghi giorni, durante i quali Enrico rimase ad aspettare all’ingresso del castello.

Per questo “andare a Canossa” ha proprio il significato di ammettere una sconfitta e chiedere perdono.

 

  • Alle calende greche

È un’espressione abbastanza comune in italiano e si usa per riferirsi a un tempo che non arriverà mai, per indicare un qualcosa che si rimanda a un futuro molto lontano, indeterminato.

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Questo modo di dire risale all’epoca degli antichi Romani. Pare che lo abbia pronunciato per primo l’imperatore Augusto per rifersi ad un pagamento che non avrebbe mai fatto.

Le calende, nel calendario romano, corrispondevano al primo giorno di ogni mese. Era il giorno in cui venivano realizzati tutti i pagamenti per regolare i debiti. Ma nel calendario greco le calende non esistevano, dunque “alle calende greche” significa un giorno che non arriverà mai.

 

  • Perdere la Trebisonda

È una espressione che si usa per dire “perdere il controllo, essere confusi e disorientati”, come quando diciamo “perdere la bussola“.

L’origine di questo modo di dire si deve al fatto che la città di Trebisonda (Turchia), situata sulle coste del Mar Nero, nell’antichità rappresentava un importante punto di riferimento per tutti i naviganti che viaggiavano tra Europa e Medio Oriente.

Quindi perdere la Trebisonda corrispondeva a perdere l’orientamento durante la navigazione.

 

  • Muoia Sansone con tutti i Filistei

Sansone era un personaggio biblico a cui Dio aveva donato una forza fisica incredibile, affinché liberasse Israele dai Filistei, un antico popolo di origine indoeuropea.

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Fin da ragazzo fu un eroe indiscusso, capace di compiere imprese straordinarie. Un giorno si innamorò di Dalila, una donna corrotta che su ordine dei Filistei riuscì a scoprire il segreto della sua forza che consisteva nel non tagliare mai i capelli. La donna, dunque, mentre Sansone dormiva, gli tagliò i capelli e l’eroe perse così tutta la sua potenza.

 

Consegnato ai Filistei e imprigionato, chiese perdono a Dio per essersi fatto ingannare e lo pregò affinché gli desse ancora la forza per vendicarsi.

Fu così che durante un banchetto dei Filistei, riuscì a fare crollare il tempio scuotendo le mura con la sua forza e, prima di morire, pronunciò la famosa frase: “Morte a Sansone e a tutti i Filistei!”

L’espressione si dice ancora oggi per riferirsi a chi è disposto a tutto, anche a rinunciare alla propria vita, per danneggiare gli altri.

 

  • Rivedersi a Filippi

Non fidatevi di chi vi dice “ci vediamo a Filippi!” perchè questo modo di dire potrebbe rappresentare una minaccia

“Rivedersi a Filippi” è una frase che viene dall’antica Roma. Bruto, uno dei cospiratori dell’imperatore Cesare, sognò quest’ultimo che gli diceva: “Ci rivedremo a Filippi”.

Il giorno successivo ci fu una battaglia a Filippi, una cittadina sulla costa del Mare Egeo, nella quale le truppe repubblicane furono sconfitte. Bruto, consapevole di aver perso, decise di suicidarsi.

Per questo motivo, “rivedersi a Filippi” è un’espressione che invita alla prudenza, dato che preannuncia il momento della vendetta, della giustizia, della punizione.