Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉