LyricsTraining: imparare le lingue cantando!

cantare in italiano
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Ciao a tutti!

Oggi voglio parlarvi di una fantastica scoperta che ho fatto questa settimana!

Stavo cercando delle canzoni da far ascoltare ai miei alunni in classe e mi sono imbattuta in un sito web, davvero molto interessante.

Si chiama LyricsTraining ed è un sito in cui si possono imparare le lingue cantando, guardando e ascoltando i video da YouTube o Vimeo mentre si fa un semplice esercizio di riempimento.

Beh, più che imparare le lingue, lo trovo un ottimo strumento per migliorare e consolidare il vocabolario, imparando parole nuove in modo facile e divertente.

Utilizzare LyricsTraining è molto facile:

1 – Scarica la app sul tuo cellulare o vai alla web www.lyricstraining.com.

2 -Scegli il tuo cantante o la tua band preferita e seleziona il livello di difficoltà: Beginner, Intermediate, Advanced o Expert.

3 – Clicca su Play e inizia a giocare!

Inoltre, è possibile fare a gara con altri utenti di tutto il mondo o solo con i propri amici per scoprire chi ottiene il punteggio migliore.

Si può anche personalizzare il proprio profilo, caricando nuovi testi o salvando i brani preferiti.

Credo che sia un’idea davvero geniale, perché è gratis e semplicissimo da usare.

Spero che vi piaccia!

Buon divertimento! 😉

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Impara l’italiano con le canzoni dei Lunapop

lunapop
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Ciao a tutti!

Anche oggi torniamo a parlare di musica!

Come vi ho ripetuto più volte, uno dei modi più divertenti e “leggeri” per imparare o perfezionare qualsiasi lingua straniera è quello di ascoltare e cantare canzoni in lingua originale.

In due articoli precedenti vi avevo presentato le cantanti Carmen Consoli e Levante.

Oggi, invece, voglio parlarvi di un gruppo italiano molto famoso anche se un po’ vecchiotto: i Lunapop.

Sicuramente li conoscerete già grazie alla loro canzone più famosa, “50 special”, che anni fa si è convertita in uno dei successi internazionali più ascoltati all’estero.

Le loro canzoni sono molto orecchiabili e facili da capire anche per chi ha iniziato da poco a studiare italiano.

Di solito i loro testi parlano di amore e il vocabolario è molto facile e colloquiale: perfetto per imparare qualche parola nuova da utilizzare nella vita quotidiana!

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Alfabeto telefonico: come fare lo spelling in italiano

Alfabeto telefonico: come fare lo spelling in italiano
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Se vi trovate in Italia per lavoro, per frequentare l’Università o semplicemente per una vacanza, vi potrà capitare più volte di quanto possiate immaginare di dover fare lo spelling del vostro nome e cognome.

Può succedere, infatti, che prenotando un hotel, comunicando i vostri dati al telefono o compilando alcuni moduli, vi venga chiesto: come si scrive?

Se non volete farvi trovare impreparati, leggete questo articolo!

Oggi vi spiegherò come si fa lo spelling di una parola in italiano.

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Modi di dire: perché si dice “Il gioco non vale la candela?”

candela
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Uno dei modi di dire più curiosi della lingua italiana è sicuramente “il gioco non vale la candela”. Scopriamo insieme cosa significa e qual è la sua origine.

L’espressione “il gioco non vale la candela” si utilizza per esprimere la propria incertezza o indecisione nel momento di compiere un gesto o di fare qualcosa perché non sappiamo quali risultati produrrà e se il nostro sacrificio davvero varrà la pena.

Per esempio, se io non sono sicura che il mio impegno nello studio o nel lavoro mi porterà i risultati che spero di ottenere posso chiedermi: “il gioco vale la candela?”.

Oppure, se qualcuno mi chiede di compiere un grosso sacrificio ma so che i miei sforzi saranno inutili posso affermare: “il gioco non vale la candela”.

Questa espressione idiomatica risale al Medioevo quando ancora non esisteva la luce elettrica e per giocare a carte era necessario accendere una candela. Spesso il costo della candela consumata per illuminare il tavolo dei giocatori superava l’importo della possibile vincita e dunque, giocare, non valeva il prezzo della candela.

giocatori-carte-candela

Una variante di questa espressione, più spesso utilizzata nella Svizzera italiana, è “il santo non vale la candela”. In questo caso, non valeva la pena accendere una candela in offerta a un santo incapace di compiere miracoli!

 

Se vuoi scoprire altri modi di dire in italiano clicca qui

Parole difficili: “Mica”

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Una delle parole più difficili da capire e usare per uno studente straniero è sicuramente la parola “mica”.

Noi italiani la utilizziamo sempre, quindi sono sicura che ti sarà capitato di ascoltarla e forse ti sarai anche chiesto cosa significa.

Partiamo dall’origine: “mica” è un avverbio che deriva da una parola latina che significa “briciola di pane”.briciola-pane

Per estensione di questo significato, ovvero “piccolissima parte”, ha assunto oggi il significato di “per niente, affatto”. Continua a leggere

Perché si dice “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo”?

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Sapevate che in diverse parti d’Italia si usa dire “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo” quando si hanno le gambe che tremano, magari per la paura? Qual è l’origine di questa curiosa espressione?

gambe-tremore

Sembrerebbe che non ci sia una teoria certa e questo modo di dire potrebbe avere tre diverse spiegazioni possibili.

La prima è che il termine derivi in modo onomatopeico dallo scricchiolio delle articolazioni delle ginocchia (giac-giac…) che sbattono tra loro per paura o stanchezza.

La seconda è che quando i pellegrini si recavano al santuario San Giacomo di Compostela (Santiago de Compostela) in Galizia, Spagna, erano così stanchi che le loro ginocchia dolenti invocavano il santo affinché mettesse fine alla loro sofferenza.

Inoltre, vi è una credenza popolare secondo cui San Giacomo fosse l’incaricato di portare in cielo i moribondi per cui “fare giacomo” significherebbe “perdere le forze, morire” e da qui “avere le gambe che tremano”.

santiago compostelaFonte: parador.es

Infine, vi è un’ultima teoria, secondo cui durante la Guerra dei Cent’anni, in Francia esplose una rivolta di contadini che protestavano per il peso delle tasse a cui erano sottoposti e per i saccheggi continui che erano costretti a soffrire.

La rivolta fu sedata rapidamente e i contadini vennero sconfitti e duramente puniti.

Jacquerie

I ribelli furono soprannominati con disprezzo dagli aristocratici “jacques bonhomme”, poiché erano soliti indossare la “jacque” cioè un giubbotto rinforzato con fil di ferro (il termine italiano “giacca” deriva da appunto da “jacque” ).

Quindi, la parola che indicava inizialmente l’abito, passò a essere usata come dispregiativo di contadino, assumendo il significato di “sempliciotto” e poi di “codardo”.

Da qui, l’espressione “Giacomo-Giacomo” (jacque-jacque) per indicare le ginocchia del contadino che tremano per la paura.

“Finalmente” o “alla fine”? Espressioni utili con la parola “fine”

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Buongiorno! Oggi vi parliamo di un aspetto che spesso confonde gli studenti di italiano ispanofoni: la parola fine e alcuni termini da essa derivati. La fine in italiano è femminile quando indica dove o quando termina un punto spaziale o temporale. Per esempio: Quando diamo un’indicazione: va’ sempre dritto fino alla fine della strada. Quando […]

via Quali sono le differenze tra finalmente e infine? E tra fine e finale? — Centro Lingua Italiana