Imparare l’italiano con i fumetti

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State imparando l’italiano e volete migliorare il vostro vocabolario? Uno dei metodi più efficaci è sicuramente leggere molto testi in lingua originale.

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In un articolo precedente vi avevo già spiegato come trarre il massimo beneficio dalla lettura per imparare una lingua e vi avevo suggerito alcune letture graduate in italiano.

Ma spesso i libri possono risultare troppo pesanti da leggere e difficili da capire. I fumetti invece utilizzano un linguaggio semplice e un vocabolario quotidiano,  più facile da comprendere e da memorizzare.

Ecco perché oggi voglio farvi conoscere alcuni fumetti italiani che potrete acquistare facilmente su Internet e che vi consentiranno di imparare nuove parole in modo facile e divertente!

Forse non tutti sanno che…

la parola “fumetto” è un diminutivo di fumo e si usa per indicare la nuvoletta all’interno della quale vengono scritte le frasi pronunciate dai personaggi della storia.

A seconda della forma della “nuvola” possiamo anche capire che azione stanno facendo i personaggi: se parlano, se sussurrano, se pensano, se gridano, ecc.

tipi di fumetto

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Imparare l’italiano in Italia: le domande più frequenti

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Ciao a tutti!

italiaMolto spesso i miei alunni mi chiedono dei consigli per imparare l’italiano in Italia e per questo oggi ho deciso di dedicare un articolo a questo argomento, cercando di rispondere alle domande più frequenti su questo tema.

Prima di tutto, ci tengo a sottolineare che, secondo me, imparare una lingua direttamente nel Paese in cui si parla è fondamentale se si vogliono ottenere dei risultati migliori e duraturi.

È ovvio che con questo non voglio dire che solo chi si traferisce in Italia potrà parlare bene l’italiano; ma ho notato, sia per esperienza personale che attraverso il mio lavoro, che chi ha l’opportunità di trascorrere un periodo all’estero ed entrare quotidianamente in contatto con madrelingua, riuscirà ad ottenere un linguaggio meno artificiale, più vicino alla realtà, imparando delle espressioni e un vocabolario meno “didattico” e più naturale.

Quindi, se avete l’opportunità di farlo e le vostre finanze ve lo permettono, vi consiglio vivamente di andare in Italia per un periodo, anche solo per poche settimane, per mettere in pratica quanto già sapete e per imparare moltissimo di più stando a contatto con la gente del posto. L’ideale, poi, sarebbe quello di frequentare un corso di lingua direttamente in loco; che sia intensivo o per solo poche ore al giorno vi assicuro che noterete la differenza!

Ma vediamo quali sono le 3 domande più ricorrenti quando si pensa di andare a studiare l’italiano in Italia:

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Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉

Metti alla prova il tuo italiano con questi scioglilingua!

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Tutte le lingue possiedono degli scioglilingua e diversi studi hanno dimostrato che sono uno strumento utile per imparare a parlare correttamente e migliorare la pronuncia e l’intonazione delle parole.

Cosa sono gli scioglilingua?

Gli scioglilingua sono frasi o testi che combinano fonemi simili, rime e ripetizioni, e sono molto utili per sviluppare una dizione agile e rapida.

La loro funzione per scopi didattici è quella di:

  • favorire una maggiore scioltezza nella lettura

  • ampliare  il vocabolario

  • acquisire rapidità quando si parla

  • allenare i muscoli dell’apparato fonatorio

Caratteristiche degli scioglilingua:

  • si tratta di composizioni poetiche soggette alle leggi del ritmo metrico e della rima

  • sono composizioni brevi e sintatticamente semplici

  • utilizzano l’allitterazione, cioè parole che ripetono le stesse lettere

  • spesso sono senza senso e possono presentare parole inventate che servono a conferire musicalità al testo

  • deformano e trasformano il significato delle parole

  • sono un gioco linguistico che generano il desiderio di memorizzazione e di ripetizione

Forse non tutti sanno che… greco

Gli scioglilingua venivano usati sin dai tempi dell’antica Grecia per scopi educativi!

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La festa di Ferragosto in Italia

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In Italia, ogni anno, il 15 agosto si celebra una delle festività più importanti dell’anno: il Ferragosto.

Augusto.pngSembra che le origini di questa festa risalgano ai tempi degli antichi Romani, quando l’imperatore Augusto decise di istituire una festa che celebrasse la fine del raccolto, dando l’opportunità ai contadini di prendere una pausa dal duro lavoro nei campi.
Questo giorno di festa fu chiamato Feriae Augusti (da qui il nome”Ferragosto”) in suo onore.

 

In occasione della festa, furono indette in tutto l’impero delle corse di cavalli. Questa tradizione continua ancora oggi in alcune delle principali città italiane ed in particolare a Siena, dove ogni 16 agosto si celebra il famoso Palio di Siena.

Il Ferragosto è ancora oggi una festività molto importante.

Gli italiani sono soliti festeggiare questo giorno organizzando grigliate e picnic in campagna, in compagnia della famiglia e degli amici.

Per chi invece si trova vicino al mare è tradizione allestire falò e feste sulla spiaggia nella notte tra il 14 e il 15 agosto, con tanto di fuochi d’artificio e bagno di mezzanotte!

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Buon Ferragosto a tutti!

 

Fonte immagine:centrometeoitaliano.it

Modi di dire italiani che hanno origini antiche

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In un mio precedente articolo vi avevo spiegato l’origine e il significato di alcune espressioni curiose e modi di dire comuni in italiano.

Oggi, voglio parlarvi di alcuni modi di dire che si riferiscono ad eventi del passato e che hanno origini antiche, ma che sono tutt’oggi molto usati.

 

  • Rimanere di sale

stupito“Rimanere di sale” ha il significato di “rimanere stupito, sbalordito di fronte ad un avvenimento”.

Questa espressione trae origine da un episodio della Bibbia, quello di Sodoma e Gomorra.

Quando Dio decise di distruggere le due città, dato che erano popolate da peccatori, mandò due angeli sulla Terra per dire a Lot, nipote di Abramo e uomo buono, di scappare. Ma lo avvertì anche che non avrebbe dovuto mai guardare indietro durante la fuga. La moglie di Lot non riuscì a rinunciare alla tentazione di voltarsi e per punizione fu trasformata in una statua di sale.

In italiano, espressioni simili sono “rimanere di sasso” e “rimanere di stucco“.

 

  • Andare a Canossa

Questa espressione ha il significato di: “umiliarsi, sottomettersi davanti a un nemico, ammettere di avere sbagliato” e si riferisce all’episodio storico che viene ricordato come “l’umiliazione di Canossa“.

Intorno all’anno 1000, era in corso una lotta politica tra il potere dalla Chiesa e l’autorità imperiale con a capo Enrico IV.  Il conflitto comportò, tra le altre cose, la scomunica del sovrano da parte del Papa Gregorio VII.

Per aver revocata la scomunica, Enrico IV e sua moglie si recarono in penitenza a Canossa dove il Papa era ospite. Il pontefice fece attendere la sua risposta per tre lunghi giorni, durante i quali Enrico rimase ad aspettare all’ingresso del castello.

Per questo “andare a Canossa” ha proprio il significato di ammettere una sconfitta e chiedere perdono.

 

  • Alle calende greche

È un’espressione abbastanza comune in italiano e si usa per riferirsi a un tempo che non arriverà mai, per indicare un qualcosa che si rimanda a un futuro molto lontano, indeterminato.

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Questo modo di dire risale all’epoca degli antichi Romani. Pare che lo abbia pronunciato per primo l’imperatore Augusto per rifersi ad un pagamento che non avrebbe mai fatto.

Le calende, nel calendario romano, corrispondevano al primo giorno di ogni mese. Era il giorno in cui venivano realizzati tutti i pagamenti per regolare i debiti. Ma nel calendario greco le calende non esistevano, dunque “alle calende greche” significa un giorno che non arriverà mai.

 

  • Perdere la Trebisonda

È una espressione che si usa per dire “perdere il controllo, essere confusi e disorientati”, come quando diciamo “perdere la bussola“.

L’origine di questo modo di dire si deve al fatto che la città di Trebisonda (Turchia), situata sulle coste del Mar Nero, nell’antichità rappresentava un importante punto di riferimento per tutti i naviganti che viaggiavano tra Europa e Medio Oriente.

Quindi perdere la Trebisonda corrispondeva a perdere l’orientamento durante la navigazione.

 

  • Muoia Sansone con tutti i Filistei

Sansone era un personaggio biblico a cui Dio aveva donato una forza fisica incredibile, affinché liberasse Israele dai Filistei, un antico popolo di origine indoeuropea.

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Fin da ragazzo fu un eroe indiscusso, capace di compiere imprese straordinarie. Un giorno si innamorò di Dalila, una donna corrotta che su ordine dei Filistei riuscì a scoprire il segreto della sua forza che consisteva nel non tagliare mai i capelli. La donna, dunque, mentre Sansone dormiva, gli tagliò i capelli e l’eroe perse così tutta la sua potenza.

 

Consegnato ai Filistei e imprigionato, chiese perdono a Dio per essersi fatto ingannare e lo pregò affinché gli desse ancora la forza per vendicarsi.

Fu così che durante un banchetto dei Filistei, riuscì a fare crollare il tempio scuotendo le mura con la sua forza e, prima di morire, pronunciò la famosa frase: “Morte a Sansone e a tutti i Filistei!”

L’espressione si dice ancora oggi per riferirsi a chi è disposto a tutto, anche a rinunciare alla propria vita, per danneggiare gli altri.

 

  • Rivedersi a Filippi

Non fidatevi di chi vi dice “ci vediamo a Filippi!” perchè questo modo di dire potrebbe rappresentare una minaccia

“Rivedersi a Filippi” è una frase che viene dall’antica Roma. Bruto, uno dei cospiratori dell’imperatore Cesare, sognò quest’ultimo che gli diceva: “Ci rivedremo a Filippi”.

Il giorno successivo ci fu una battaglia a Filippi, una cittadina sulla costa del Mare Egeo, nella quale le truppe repubblicane furono sconfitte. Bruto, consapevole di aver perso, decise di suicidarsi.

Per questo motivo, “rivedersi a Filippi” è un’espressione che invita alla prudenza, dato che preannuncia il momento della vendetta, della giustizia, della punizione.

Nomi e cognomi italiani divertenti e strani

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Non c’è da stupirsi se un giorno, mentre vi trovate in Italia, vi si presenta qualcuno dicendo di chiamarsi Galileo GALILEI o Marco POLO!

Ma potreste incontrare anche Alessandro MAGNO, Guglielmo MARCONI, Napoleone
BONAPARTE
  o Giulio CESARE

Sembra uno scherzo ma non lo è! È tutto vero!napoleone

In Italia ci sono moltissime persone che portano il nome di personaggi famosi e tanti sono i nomi e cognomi che possono sembrare strani e divertenti.

Pare quasi che i genitori, al momento di dare un nome al proprio figlio, si divertano a creare le combinazioni più incredibili!

Volete una prova?

Oggi vi presento una lista con i nomi e i cognomi italiani più strani e divertenti.

Oltre ai nomi di personaggi famosi che vi ho mostrato prima, nell’elenco telefonico italiano si possono trovare abbinamenti un po’ più bizzarri come:

Cesare IMPERATORE

Garibaldi MAZZINI

(Mi sa che qui hanno fatto un po’ di confusione! 🙂 )

James BONDI

(I genitori dovevano essere proprio dei simpaticoni! Eheheh!)

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