Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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“Perché gli italiani…?” – Cosa cercano gli stranieri su di noi su Google?

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L’altro giorno stavo facendo una ricerca su internet e mi è venuta un’idea che vorrei condividere con tutti voi!

Mi spiego meglio. Come tutti saprete, non appena si inseriscono le prime parole sulla barra del motore di ricerca di Google, vengono fuori dei suggerimenti per completare automaticamente la ricerca.

Allora mi sono chiesta:

cosa cercano normalmente all’estero sull’Italia e gli italiani?face-8685_960_720

I risultati mi hanno lasciato a bocca aperta!

Non immaginavo proprio che potessero venir fuori risultati tanto strani e curiosi!

Ecco perché ho deciso di condividere con voi il mio “esperimento”, cercando anche di dare una risposta alle domande più frequenti.

Siete pronti?

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Come chiamo mio figlio? I nomi di bambini vietati in Italia

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In un articolo precedente vi avevo parlato dei cognomi più strani e divertenti degli italiani.

Oggi, invece, parliamo di nomi. Sapevate che in Italia è vietato dare alcuni nomi ai propri figli?

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La prima regola prevista dalla legge italiana è che ai bambini si può dare un qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto latino (comprese, quindi, le lettere X,Y, W, J e K) .

Non sono ammessi altri tipi di caratteri, come quelli arabi, russi, greci, cinesi ecc.

Ai bambini, poi, non può essere dato il nome del padre o della madre, neanche se seguito da Junior o Jr, come invece si fa in altre parti del mondo. In questo caso, si può solo raddoppiare il nome. Per cui se il padre si chiama Antonio, il figlio potrà chiamarsi Carlo Antonio. Se la madre si chiama Elena, la figlia si potrà chiamare Maria Elena, e così via.

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Quiz di Natale: lessico, tradizioni e usanze in Italia

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10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere

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Il vostro sogno è quello di parlare italiano come dei veri nativi?

Allora, non perdetevi questo articolo!

Oggi vi insegnerò 10 espressioni colloquiali che tutti gli studenti di italiano dovrebbero conoscere:

1. Fa un freddo canefreddo-cane

Questa espressione è usata in italiano per dire che fa così freddo che, nella migliore delle ipotesi, solo i cani sarebbero capaci di sopportarlo. La cosa curiosa è che questo modo di dire sembra avere origini eschimesi!

2. A buon mercato 

Quando qualcuno dice che ha comprato qualcosa “a buon mercato” vuol dire che il prezzo che ha pagato era molto economico, conveniente.

Per esempio: “Oggi ho comprato un paio di scarpe a buon mercato”.

3. Di punto in bianco

Quando un’azione viene eseguita improvvisamente, in modo spontaneo o provocando una sorpresa, usiamo l’espressione “di punto in bianco”.

Per esempio: “Luca è arrivato e di punto in bianco si è messo a piangere”.

4. Alzare il gomito 

alzare-il-gomitoSe un nostro amico ha bevuto troppo, potreste dirgli: “ieri non ti sembra di avere alzato un po’ troppo il gomito?”.

Perché diciamo così? Pensateci, per portare il bicchiere di vino o di birra alla bocca dobbiamo fare un gesto che consiste nel muovere il braccio e, di conseguenza, anche il gomito verso l’alto.

5. Acqua in bocca!

“Acqua in bocca” si usa per chiedere a qualcuno di non rivelare un segreto.

Per esempio: “Non dire a Laura che Luigi è innamorato di lei! Mi raccomando, acqua in bocca!”

Trovo questo modo di dire molto carino e intelligente. Se ci pensate, nessuno è in grado di parlare quando ha la bocca piena d’acqua!

6. Ridere sotto i baffi

Chi “ride sotto i baffi” in realtà sta cercando di nascondere sotto i propri baffi il movimento delle labbra che sorridono, per evitare di essere scoperto.

Questa espressione si usa, dunque, quando una persona finge di essere seria, mentre in realtà sta ridendo di qualcosa o di qualcuno.

7. Vuotare il sacco 

Se qualcuno “vuota il sacco”, significa che ha deciso di dire tutta la verità su un argomento, di rivelare ogni segreto.

Per esempio: “Il colpevole dell’omicidio alla fine ha vuotato il sacco”

8. Avere le mani bucate 

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Fonte immagine: blogaccio.eu

 

Si dice di chi spende sempre tutti i suoi soldi, di chi non è capace di risparmiare…proprio come se avesse dei buchi nelle mani.

9. In fretta e furia 

Una persona che fa qualcosa “in fretta e furia” non solo agisce rapidamente, ma anche con violenza, rabbia.

Per esempio: “Matteo è andato via in fretta e furia”

10. Fare un bidone 

“Fare un bidone” a qualcuno significa ingannare, o mancare a un appuntamento senza avvisare. Spesso, nel linguaggio colloquiale, si usa anche il verbo “bidonare” o “tirare un bidone” con lo stesso significato.

Per esempio: “Dovevo vedermi con Lucia alle 19:00, ma mi ha fatto un bidone/mi ha bidonato/mi ha tirato un bidone”

 

E voi? Conoscevate queste espressioni? Quale vi piace di più?

Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉