Frasi idiomatiche e modi di dire in italiano: «Vai a quel paese!»

Vai a quel paese
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In italiano esiste un’espressione idiomatica abbastanza comune che forse molti di voi già conoscono: «vai a quel paese!». Oggi vi spiego cosa significa, quando si usa e qual è la sua curiosa origine.

 

Perché si dice «vai a quel paese»?

«Vai a quel paese!» è una frase, o meglio un invito, che si rivolge a qualcuno per esprimere il proprio dissenso. È un’espressione abbastanza forte, ma comunque educata. In genere si pronuncia dopo una discussione, o quando si litiga con qualcuno, per dire «non sono d’accordo con te, non mi interessa stare a sentire le tue motivazioni, non ho più voglia di discutere. Tu rimani della tua opinione e io non cambio la mia».

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Come pronunciare le doppie in italiano

pronunciare le doppie in italiano
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Una delle cose più difficili per uno studente straniero di italiano è imparare a pronunciare bene le doppie.

In italiano, le doppie consonanti hanno una pronuncia diversa rispetto alle singole consonanti e di solito cambiano il significato della parola.

Per esempio:

casa casa cassa cassa
capello capello cappello cappello
caro caro carro carro
pala pala palla palla
tori toro torri torri
note note notte notte

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Ti amo o ti voglio bene?

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Nella maggior parte delle lingue, non esiste alcuna differenza nel modo di esprimere il sentimento dell’amore e quello dell’amicizia o dell’affetto.

In inglese, per esempio, si usa l’espressione “I love you” tanto se ci rivolgiamo a un nostro amico, ai nostri genitori o al nostro fidanzato.

In spagnolo, si dice, “te quiero”, in francese “je t’aime”… però dobbiamo stare molto attenti quando traduciamo questa frase in lingua italiana.

In pratica, ciò che dobbiamo fare è provare a “tradurre i nostri sentimenti” e trovare l’espressione italiana più adeguata per esprimerli. Quindi:

Ti amo o ti voglio bene?

Ognuna delle espressioni inglesi, spagnole o francesi che abbiamo visto, quando viene tradotta in italiano, può assumere due significati diversi a seconda del contesto e soprattutto del destinatario del nostro messaggio.

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Modi di dire: perché si dice “Il gioco non vale la candela?”

candela
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Uno dei modi di dire più curiosi della lingua italiana è sicuramente “il gioco non vale la candela”. Scopriamo insieme cosa significa e qual è la sua origine.

L’espressione “il gioco non vale la candela” si utilizza per esprimere la propria incertezza o indecisione nel momento di compiere un gesto o di fare qualcosa perché non sappiamo quali risultati produrrà e se il nostro sacrificio davvero varrà la pena.

Per esempio, se io non sono sicura che il mio impegno nello studio o nel lavoro mi porterà i risultati che spero di ottenere posso chiedermi: “il gioco vale la candela?”.

Oppure, se qualcuno mi chiede di compiere un grosso sacrificio ma so che i miei sforzi saranno inutili posso affermare: “il gioco non vale la candela”.

Questa espressione idiomatica risale al Medioevo quando ancora non esisteva la luce elettrica e per giocare a carte era necessario accendere una candela. Spesso il costo della candela consumata per illuminare il tavolo dei giocatori superava l’importo della possibile vincita e dunque, giocare, non valeva il prezzo della candela.

giocatori-carte-candela

Una variante di questa espressione, più spesso utilizzata nella Svizzera italiana, è “il santo non vale la candela”. In questo caso, non valeva la pena accendere una candela in offerta a un santo incapace di compiere miracoli!

 

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Parole difficili: “Mica”

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Una delle parole più difficili da capire e usare per uno studente straniero è sicuramente la parola “mica”.

Noi italiani la utilizziamo sempre, quindi sono sicura che ti sarà capitato di ascoltarla e forse ti sarai anche chiesto cosa significa.

Partiamo dall’origine: “mica” è un avverbio che deriva da una parola latina che significa “briciola di pane”.briciola-pane

Per estensione di questo significato, ovvero “piccolissima parte”, ha assunto oggi il significato di “per niente, affatto”. Continua a leggere

Parole strane in italiano – Esclamazioni

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Ciao a tutti!

Dato che il mio articolo sulle parole più strane dell’italiano vi è piaciuto tantissimo, oggi ho pensato di riprendere l’argomento e parlarvi delle esclamazioni più strane in italiano.

Ci sono tanti modi per esprimere meraviglia, stupore, per lamentarsi di qualcosa o per imprecare senza risultare volgari.

stupore-meraviglia-esclamazione-gridare

Anche se forse non sono le parole più utilizzate (normalmente si usano di più le parolacce! 😉 ) queste espressioni fanno decisamente parte del vocabolario quotidiano italiano e le possiamo incontrare soprattutto nei libri, nei cartoni animati o nei fumetti italiani rivolti a un pubblico più giovane.

Scopriamo insieme quali sono:

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Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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