Parole strane in italiano – Esclamazioni

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Ciao a tutti!

Dato che il mio articolo sulle parole più strane dell’italiano vi è piaciuto tantissimo, oggi ho pensato di riprendere l’argomento e parlarvi delle esclamazioni più strane in italiano.

Ci sono tanti modi per esprimere meraviglia, stupore, per lamentarsi di qualcosa o per imprecare senza risultare volgari.

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Anche se forse non sono le parole più utilizzate (normalmente si usano di più le parolacce! 😉 ) queste espressioni fanno decisamente parte del vocabolario quotidiano italiano e le possiamo incontrare soprattutto nei libri, nei cartoni animati o nei fumetti italiani rivolti a un pubblico più giovane.

Scopriamo insieme quali sono:

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Come chiamo mio figlio? I nomi di bambini vietati in Italia

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In un articolo precedente vi avevo parlato dei cognomi più strani e divertenti degli italiani.

Oggi, invece, parliamo di nomi. Sapevate che in Italia è vietato dare alcuni nomi ai propri figli?

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La prima regola prevista dalla legge italiana è che ai bambini si può dare un qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto latino (comprese, quindi, le lettere X,Y, W, J e K) .

Non sono ammessi altri tipi di caratteri, come quelli arabi, russi, greci, cinesi ecc.

Ai bambini, poi, non può essere dato il nome del padre o della madre, neanche se seguito da Junior o Jr, come invece si fa in altre parti del mondo. In questo caso, si può solo raddoppiare il nome. Per cui se il padre si chiama Antonio, il figlio potrà chiamarsi Carlo Antonio. Se la madre si chiama Elena, la figlia si potrà chiamare Maria Elena, e così via.

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Le parole italiane più conosciute all’estero

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Vi siete mai chiesti quali sono le parole italiane più conosciute e usate all’estero?

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Pizza, pasta e mandolino!

Beh, non ci crederete ma non sono soltanto queste!

Se siete curiosi di scoprire quali sono le altre, allora leggete questo articolo!

Dopo, se vi va, fatemi sapere quali aggiungereste alla lista o se ne conoscete delle altre che sono utilizzate nel vostro Paese!

 

Modi di dire italiani che hanno origini antiche

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In un mio precedente articolo vi avevo spiegato l’origine e il significato di alcune espressioni curiose e modi di dire comuni in italiano.

Oggi, voglio parlarvi di alcuni modi di dire che si riferiscono ad eventi del passato e che hanno origini antiche, ma che sono tutt’oggi molto usati.

 

  • Rimanere di sale

stupito“Rimanere di sale” ha il significato di “rimanere stupito, sbalordito di fronte ad un avvenimento”.

Questa espressione trae origine da un episodio della Bibbia, quello di Sodoma e Gomorra.

Quando Dio decise di distruggere le due città, dato che erano popolate da peccatori, mandò due angeli sulla Terra per dire a Lot, nipote di Abramo e uomo buono, di scappare. Ma lo avvertì anche che non avrebbe dovuto mai guardare indietro durante la fuga. La moglie di Lot non riuscì a rinunciare alla tentazione di voltarsi e per punizione fu trasformata in una statua di sale.

In italiano, espressioni simili sono “rimanere di sasso” e “rimanere di stucco“.

 

  • Andare a Canossa

Questa espressione ha il significato di: “umiliarsi, sottomettersi davanti a un nemico, ammettere di avere sbagliato” e si riferisce all’episodio storico che viene ricordato come “l’umiliazione di Canossa“.

Intorno all’anno 1000, era in corso una lotta politica tra il potere dalla Chiesa e l’autorità imperiale con a capo Enrico IV.  Il conflitto comportò, tra le altre cose, la scomunica del sovrano da parte del Papa Gregorio VII.

Per aver revocata la scomunica, Enrico IV e sua moglie si recarono in penitenza a Canossa dove il Papa era ospite. Il pontefice fece attendere la sua risposta per tre lunghi giorni, durante i quali Enrico rimase ad aspettare all’ingresso del castello.

Per questo “andare a Canossa” ha proprio il significato di ammettere una sconfitta e chiedere perdono.

 

  • Alle calende greche

È un’espressione abbastanza comune in italiano e si usa per riferirsi a un tempo che non arriverà mai, per indicare un qualcosa che si rimanda a un futuro molto lontano, indeterminato.

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Questo modo di dire risale all’epoca degli antichi Romani. Pare che lo abbia pronunciato per primo l’imperatore Augusto per rifersi ad un pagamento che non avrebbe mai fatto.

Le calende, nel calendario romano, corrispondevano al primo giorno di ogni mese. Era il giorno in cui venivano realizzati tutti i pagamenti per regolare i debiti. Ma nel calendario greco le calende non esistevano, dunque “alle calende greche” significa un giorno che non arriverà mai.

 

  • Perdere la Trebisonda

È una espressione che si usa per dire “perdere il controllo, essere confusi e disorientati”, come quando diciamo “perdere la bussola“.

L’origine di questo modo di dire si deve al fatto che la città di Trebisonda (Turchia), situata sulle coste del Mar Nero, nell’antichità rappresentava un importante punto di riferimento per tutti i naviganti che viaggiavano tra Europa e Medio Oriente.

Quindi perdere la Trebisonda corrispondeva a perdere l’orientamento durante la navigazione.

 

  • Muoia Sansone con tutti i Filistei

Sansone era un personaggio biblico a cui Dio aveva donato una forza fisica incredibile, affinché liberasse Israele dai Filistei, un antico popolo di origine indoeuropea.

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Fin da ragazzo fu un eroe indiscusso, capace di compiere imprese straordinarie. Un giorno si innamorò di Dalila, una donna corrotta che su ordine dei Filistei riuscì a scoprire il segreto della sua forza che consisteva nel non tagliare mai i capelli. La donna, dunque, mentre Sansone dormiva, gli tagliò i capelli e l’eroe perse così tutta la sua potenza.

 

Consegnato ai Filistei e imprigionato, chiese perdono a Dio per essersi fatto ingannare e lo pregò affinché gli desse ancora la forza per vendicarsi.

Fu così che durante un banchetto dei Filistei, riuscì a fare crollare il tempio scuotendo le mura con la sua forza e, prima di morire, pronunciò la famosa frase: “Morte a Sansone e a tutti i Filistei!”

L’espressione si dice ancora oggi per riferirsi a chi è disposto a tutto, anche a rinunciare alla propria vita, per danneggiare gli altri.

 

  • Rivedersi a Filippi

Non fidatevi di chi vi dice “ci vediamo a Filippi!” perchè questo modo di dire potrebbe rappresentare una minaccia

“Rivedersi a Filippi” è una frase che viene dall’antica Roma. Bruto, uno dei cospiratori dell’imperatore Cesare, sognò quest’ultimo che gli diceva: “Ci rivedremo a Filippi”.

Il giorno successivo ci fu una battaglia a Filippi, una cittadina sulla costa del Mare Egeo, nella quale le truppe repubblicane furono sconfitte. Bruto, consapevole di aver perso, decise di suicidarsi.

Per questo motivo, “rivedersi a Filippi” è un’espressione che invita alla prudenza, dato che preannuncia il momento della vendetta, della giustizia, della punizione.

Nomi e cognomi italiani divertenti e strani

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Non c’è da stupirsi se un giorno, mentre vi trovate in Italia, vi si presenta qualcuno dicendo di chiamarsi Galileo GALILEI o Marco POLO!

Ma potreste incontrare anche Alessandro MAGNO, Guglielmo MARCONI, Napoleone
BONAPARTE
  o Giulio CESARE

Sembra uno scherzo ma non lo è! È tutto vero!napoleone

In Italia ci sono moltissime persone che portano il nome di personaggi famosi e tanti sono i nomi e cognomi che possono sembrare strani e divertenti.

Pare quasi che i genitori, al momento di dare un nome al proprio figlio, si divertano a creare le combinazioni più incredibili!

Volete una prova?

Oggi vi presento una lista con i nomi e i cognomi italiani più strani e divertenti.

Oltre ai nomi di personaggi famosi che vi ho mostrato prima, nell’elenco telefonico italiano si possono trovare abbinamenti un po’ più bizzarri come:

Cesare IMPERATORE

Garibaldi MAZZINI

(Mi sa che qui hanno fatto un po’ di confusione! 🙂 )

James BONDI

(I genitori dovevano essere proprio dei simpaticoni! Eheheh!)

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Ti consiglio un libro – Letture in italiano per ogni livello

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Molti studenti stranieri mi chiedono spesso consigli su quali libri italiani leggere. La verità è che la scelta è vastissima!

Ovviamente molto dipende dai gusti personali ma non solo…

Come già vi avevo spiegato in questo articolo, se si vuole migliorare il proprio vocabolario e trarre il massimo beneficio dalla lettura è necessario seguire alcuni piccoli accorgimenti.

Uno di questi è leggere qualcosa di adatto al proprio livello di conoscenza della lingua per evitare di scoraggiarsi o di annoiarsi facilmente.

Oggi ho pensato di proporvi alcuni libri in italiano, a mio parere interessanti, divisi per livelli.

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Migliorare il vocabolario attraverso la lettura

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Spesso si crede che per migliorare il proprio vocabolario e imparare nuove parole sia sufficiente leggere molto in italiano.

Per certi versi è vero che la lettura è un’attività utilissima ai fini di memorizzare nuovo lessico, ma è anche necessario sapere come fare.

Normalmente leggiamo per piacere e, anche se il libro è in un’altra lingua, non ci preoccupiamo di cercare le parole che non conosciamo sul dizionariolibro

Così facendo non impareremo nulla di nuovo, ma ci limiteremo a consolidare le parole precedentemente studiate o che già sappiamo.

Ecco perché oggi vi voglio dare alcuni consigli per trarre il maggior vantaggio possibile dalla lettura di libri in lingua straniera.

Se si studia italiano da poco, sarebbe meglio iniziare da letture semplici e brevi come per esempio potrebbero esserlo i libri per ragazzi. Il rischio di cimentarsi in una lettura troppo lunga e complicata è quello di annoiarsi e “soffrire” nel tentativo di arrivare fino alla fine.

Per imparare il vocabolario attraverso la lettura, è fondamentale segnare e cercare il significato delle nuove parole man mano che si incontrano, riflettere sul loro significato e, se necessario, trascriverle e ripassarle dopo aver terminato la lettura.

Allo stesso tempo, però, cercate di essere selettivi: non tutte le parole nuove sono utili da memorizzare. Alcune, ad esempio, possono essere troppo tecnicheantiquate.

Leggete e rileggete lo stesso paragrafo o lo stesso capitolo se non siete sicuri di averlo capito. Una lettura attenta, ma più lenta, è più efficace.  Quindi, non abbiate fretta!

audiolibroInfine, un altro suggerimento utile può essere quello di comprare degli audiolibri.

Leggere e ascoltare contemporaneamente vi aiuterà ad imparare anche la pronuncia delle parole nuove.