Parole difficili: “Addirittura”

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Ciao a tutti!

Oggi vi spiegherò il significato e l’uso di una delle parole più difficili da capire e utilizzare per uno studente di italiano: la parola “addirittura“.

Sono sicura che molti di voi avranno già sentito questa espressione, ma siete certi di aver capito bene come si utilizza?

La parola addirittura è un avverbio che anticamente voleva dire “direttamente“.

Per esempio: “Andrò addirittura a lavoro” = “Andrò direttamente a lavoro”

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Questo significato con il tempo si è perso e la parola addirittura oggi ha un valore totalmente diverso.

La usiamo per esprimere stupore, meraviglia di fronte a un avvenimento particolare.neve

Per esempio:

“Quest’inverno la temperatura è scesa fino agli zero gradi, addirittura ha nevicato!”

L’uso di addirittura, in questa frase, serve a sottolineare il fatto che abbia nevicato, un evento davvero speciale per la persona che parla.

Oppure si può utilizzare anche come risposta a qualcosa di sorprendente che ci stanno raccontando:

– “Michele non solo ha vinto la gara, ma gli hanno first-2023915_640anche dato la medaglia d’oro!”

– “Addirittura!”

Qui, la parola addirittura serve a enfatizzare la sorpresa, l’entusiasmo davanti a un avvenimento così importante.

Alcuni sinonimi di addirittura in italiano sono: persino, perfino e finanche ma sono meno utilizzati nel linguaggio quotidiano.

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi sia risultato utile!

Se volete scoprire di più su altre parole difficili dell’italiano, vi consiglio di leggere anche questo.

A presto!

Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉

Parole difficili: “Magari”

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Oggi vediamo insieme una parola italiana di difficile traduzione in altre lingue.

Una delle maggiori problematiche infatti, quando si studia una lingua straniera, è quella di voler tradurre a tutti i costi la parola o l’espressione nella propria lingua materna.

paroleIl consiglio che normalmente do ai miei alunni è proprio quello di non cercare di tradurre, ma di capire il significato della parola comprendendo il concetto, il significato, l’uso.

La parola che analizzeremo oggi è MAGARI.

Quante volte vi è capitato di leggerla o ascoltarla?

La parola magari viene dal greco makarios che vuol dire beato, felice.

In italiano la possiamo trovare in frasi di diverso tipo:

  •  Esclamazione che esprime un rimpianto, un desiderio che non si può realizzare. pianto

A: Giovanni mi hanno detto che hai vinto la lotteria…

B: Magari!  (= “mi piacerebbe avere vinto la lotteria ma purtroppo non è successo”)


A: Marco, è vero che l’anno prossimo andrai a vivere in Australia?

B: Magari! (= “sarebbe bello ma non è vero”)


  • Con la funzione di desiderio, speranza, auguriosmile

A: Sono sicuro che l’esame di italiano andrà bene!

B: Magari! (= “mi piacerebbe, speriamo che sia così”)


Magari potessi vincere la lotteria!  (= “mi piacerebbe, sarebbe meraviglioso vincere la lotteria”)

Magari potessi comprare una Ferrari!  (=”mi piacerebbe, sarebbe fantastico comprare una Ferrari”)

(Attenzione: come potrete notare in frasi come queste il verbo dopo la parola magari è sempre al congiuntivo imperfetto)

  •  Con il significato di forse, probabilmente, eventualmente.

?A: Vuoi venire al cinema stasera?

B: Non lo so, ho molto lavoro. Magari ti raggiungo quando esco dall’ufficio


A: È tutto il giorno che provo a chiamare Simona e non mi risponde!

B: Magari sta lavorando.


Ci mangiamo una pizza e magari dopo andiamo a ballare.