Parole strane in italiano – Esclamazioni

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Ciao a tutti!

Dato che il mio articolo sulle parole più strane dell’italiano vi è piaciuto tantissimo, oggi ho pensato di riprendere l’argomento e parlarvi delle esclamazioni più strane in italiano.

Ci sono tanti modi per esprimere meraviglia, stupore, per lamentarsi di qualcosa o per imprecare senza risultare volgari.

stupore-meraviglia-esclamazione-gridare

Anche se forse non sono le parole più utilizzate (normalmente si usano di più le parolacce! 😉 ) queste espressioni fanno decisamente parte del vocabolario quotidiano italiano e le possiamo incontrare soprattutto nei libri, nei cartoni animati o nei fumetti italiani rivolti a un pubblico più giovane.

Scopriamo insieme quali sono:

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Cosa vuol dire essere un “secchione”? Perché si usa questa espressione?

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Avete mai sentito dire “quel ragazzo è un secchione”?

Sapete perché in italiano si usa questa espressione?

secchioneDiciamo “secchione” a una persona che studia molto e che per questo è considerata la più brava della classe. Il senso di questa parola è piuttosto dispregiativo: un secchione non ha vista sociale e il suo unico interesse è primeggiare nello studio.

Pare che questo curioso termine abbia avuto origine in Svizzera, ed in particolare  nel Canton Ticino, la zona della Svizzera italiana che si trova al confine con la Lombardia.

Qui gli studenti modello vengono chiamati “segiòn” e sembra che proprio da questo sostantivo derivi la parola italiana “secchione”.

secchioIl termine “segiòn” pare poi che provenga dal dialetto lombardo, e specificatamente dalla parola “gamela”, ovvero il nome che veniva dato al piccolo “secchio” di alluminio che utilizzavano i soldati per mangiare durante la guerra.

In più, sempre in dialetto lombardo, il verbo “gamelar” significava “lavorare duro”, cioè “lavorare molto”.

L’unione, quindi, della parola “gamela” e del verbo “gamelar” ha originato il termine “secchione”, accostando l’immagine del secchio al concetto del lavoro.

Quindi chi studia molto (e quindi lavora molto) è proprio un secchione!

Curioso, no? 😉

Nomi e cognomi italiani divertenti e strani

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Non c’è da stupirsi se un giorno, mentre vi trovate in Italia, vi si presenta qualcuno dicendo di chiamarsi Galileo GALILEI o Marco POLO!

Ma potreste incontrare anche Alessandro MAGNO, Guglielmo MARCONI, Napoleone
BONAPARTE
  o Giulio CESARE

Sembra uno scherzo ma non lo è! È tutto vero!napoleone

In Italia ci sono moltissime persone che portano il nome di personaggi famosi e tanti sono i nomi e cognomi che possono sembrare strani e divertenti.

Pare quasi che i genitori, al momento di dare un nome al proprio figlio, si divertano a creare le combinazioni più incredibili!

Volete una prova?

Oggi vi presento una lista con i nomi e i cognomi italiani più strani e divertenti.

Oltre ai nomi di personaggi famosi che vi ho mostrato prima, nell’elenco telefonico italiano si possono trovare abbinamenti un po’ più bizzarri come:

Cesare IMPERATORE

Garibaldi MAZZINI

(Mi sa che qui hanno fatto un po’ di confusione! 🙂 )

James BONDI

(I genitori dovevano essere proprio dei simpaticoni! Eheheh!)

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Le parole più strane dell’italiano

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Oggi vi volevo proporre una lista con le 10 parole più strane dell’italiano. Sono parole o espressioni che si usano più o meno abitualmente nella lingua parlata e scritta e che di solito suscitano un poco di perplessità negli studenti stranieri.

Vediamole insieme:


1. Zuzzurellone =
Fino a qualche zuzzurelloneanno fa era l’ultimo lemma nella maggior parte dei vocabolari di italiano. Oggi è un po’ in disuso ma sicuramente qualunque italiano ne conosce il significato. Zuzzurellone indica una persona, un adulto, che nonostante la propria età continua a comportarsi come un ragazzino spensierato e giocherellone. Si una in tono scherzoso o dispregiativo.


2. Luculliano = Un pranzo “luculliano” è un pasto abbondante, sontuoso, raffinato. L’aggettivo fa riferimento a Lucio Licinio Lucullo, politico dell’antica Roma. Si dice, infatti, che Lucullo fosse solito organizzare dei banchetti eleganti, pomposi.


culaccino3. Culaccino = Indica la parte finale di salami e salsicce, ma nel linguaggio più comune si usa per indicare la macchia rotonda che una tazza o un bicchiere possono lasciare sul tavolo. Strano, no?


4. Aiuole = È il plurale di “aiuola” ed è la parola italiana più corta a
contenere tutte le vocali. L’aiuola è una striscia di terreno delimitata da recinti o siepi. Si trova spesso come elemento decorativo nei giardini.


5. Uffa = Esclamazione molto comune che indica noia, fastidio, uffaimpazienza. È una parola onomatopeica, perché riprende il suono di uno sbuffo.
Esempio: “Uffa, che noia! Devo fare un sacco di compiti!”


6. Mentecatto = È una parola un po’ strana che deriva dal latino

“mente captus” letteralmente “preso nella mente”.  Oggi si usa in tono dispregiativo come sinonimo di scemo, stupido.


7. Litanìa = Ho sempre trovato affascinante questa parola, forse perché trovo che il suo suono renda perfettamente il suo significato. La litanìa è una parola di origine greca che significa pregare, supplicare e richiama il suono lamentoso di alcune preghiere. Anche se originariamente veniva usata per indicare una invocazione, una preghiera recitata in chiesa, oggi ha assunto nel linguaggio quotidiano un significato diverso. Si dice per indicare una suono ripetitivo, insistente e noioso.

Per esempio, ad una persona stonata che sta cantando, le si può dire “Basta con questa litanìa!”


gattara8. Gattara = Avete presente quelle vecchiette, sole, che vivono prendendosi  cura di gatti randagi? Beh, queste sono delle “gattare”! Ok, diciamo che a volte questa parola viene usata in modo un pochino offensivo perché spesso si associa l’immagine della donna sola, sgradevole, arrabbiata e aggressiva (vedi parola successiva!)


9. Zitella = Anticamente questa parola serviva a descrivere una donna in età da marito, una giovane donna non ancora sposata. Oggi, il termine ha assunto un significato dispregiativo, dato che si usa per indicare donne non sposate un po’ avanti negli anni. Fino a poco tempo fa essere “single” o decidere di non sposarsi, aveva un valore negativo, veniva visto quasi come un difetto. Quindi dire “quella ragazza è una zitella” era sinonimo di “quella ragazza è sola, non la vuole sposare nessuno…poverina!”. Purtroppo non si considerava la possibilità che quella donna non volesse sposarsi per libera scelta. Oggi le cose sono cambiate (o almeno si spera!!! 🙂 )


10. Precipitevolissimevolmente = Concludiamo con quella che viene definita la parola più lunga della lingua italiana. Si tratta del superlativo di “precipitevolmente” (dall’aggettivo “precipitevole”). Oggi si usa in modo scherzoso o per citare il famoso proverbio “Chi troppo in alto sal, cade sovente Precipitevolissimevolmente”

E voi, quali altre parole strane conoscete in italiano?