XVIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

settimana della lingua italiana nel mondo
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Cos’è la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo?

 

La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è un’iniziativa promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiano.

Si organizza ogni anno, durante la terza settimana di ottobre, con un programma culturale incentrato sulla diffusione della lingua e della letteratura italiana in tutto il mondo.

L’evento si svolge attorno a un tema che funge da filo conduttore per l’organizzazione di un vasto programma culturale, incentrato sulla diffusione della lingua italiana.

 

2018: XVIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

 

Quest’anno la manifestazione è prevista per la settimana del 15-21 ottobre 2018 e il tema principale sarà “L’ITALIANO E LA RETE, LE RETI PER L’ITALIANO”, con il quale si cercherà di approfondire i legami e le influenze esistenti tra la lingua italiana, il mondo di Internet, le nuove tecnologie dell’informazione e la comunicazione sociale, comprese le piattaforme sociali.

 

In occasione di questo evento, quest’anno avrò il piacere di essere intervistata in diretta Skype dall’Università Matej Bel di Banská Bystrica

locandina

 

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Impara l’italiano con le canzoni dei Lunapop

lunapop
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Ciao a tutti!

Anche oggi torniamo a parlare di musica!

Come vi ho ripetuto più volte, uno dei modi più divertenti e “leggeri” per imparare o perfezionare qualsiasi lingua straniera è quello di ascoltare e cantare canzoni in lingua originale.

In due articoli precedenti vi avevo presentato le cantanti Carmen Consoli e Levante.

Oggi, invece, voglio parlarvi di un gruppo italiano molto famoso anche se un po’ vecchiotto: i Lunapop.

Sicuramente li conoscerete già grazie alla loro canzone più famosa, “50 special”, che anni fa si è convertita in uno dei successi internazionali più ascoltati all’estero.

Le loro canzoni sono molto orecchiabili e facili da capire anche per chi ha iniziato da poco a studiare italiano.

Di solito i loro testi parlano di amore e il vocabolario è molto facile e colloquiale: perfetto per imparare qualche parola nuova da utilizzare nella vita quotidiana!

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Alfabeto telefonico: come fare lo spelling in italiano

Alfabeto telefonico: come fare lo spelling in italiano
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Se vi trovate in Italia per lavoro, per frequentare l’Università o semplicemente per una vacanza, vi potrà capitare più volte di quanto possiate immaginare di dover fare lo spelling del vostro nome e cognome.

Può succedere, infatti, che prenotando un hotel, comunicando i vostri dati al telefono o compilando alcuni moduli, vi venga chiesto: come si scrive?

Se non volete farvi trovare impreparati, leggete questo articolo!

Oggi vi spiegherò come si fa lo spelling di una parola in italiano.

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Impara il congiuntivo… cantando!

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Sapevate che… “Ogni secondo in italia vengono sbagliati 79 congiuntivi?

Questo è il messaggio che Lorenzo Baglioni ha voluto diffondere insieme al suo singolo intitolato “Il Congiuntivo”, una canzone che lo youtuber e cantante ha presentato al Festival di Sanremo.

Chi è Lorenzo Baglioni?

Nato a Grosseto nel 1986, Lorenzo Baglioni è un ragazzo italiano laureato in matematica che da tempo si è reso famoso su YouTube grazie alle sue “canzoni didattiche”: delle canzoni molto originali attraverso le quali cerca di spiegare in modo semplice e divertente la matematica, le scienze e… la grammatica italiana!

La canzone che l’ha reso più famoso è proprio “Il Congiuntivo” con la quale si è candidato alle “Nuove Proposte” durante il Festival di Sanremo 2018.

In questa canzone, Lorenzo racconta la storia di un ragazzo che sbaglia un congiuntivo mentre cerca di conquistare il cuore di una ragazza…

La canzone, oltre a essere molto orecchiabile, ci insegna a utilizzare il congiuntivo in modo corretto. Per questo vi consiglio di ascoltarla attentamente e di leggere il testo.

E come dice Lorenzo… “E adesso che lo sai anche tu, non lo sbagli più!” 😉

Il Congiuntivo – Lorenzo Baglioni

Che io sia

Che io fossi

Che io sia stato

Oh-oh-oh

Oggigiorno chi corteggia

Incontra sempre più difficoltà

Coi verbi al congiuntivo

Quindi è tempo di riaprire

Il manuale di grammatica

Che è, molto educativo

Gerundio imperativo

E infinito indicativo

Molti tempi e molte coniugazioni ma

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo

E si usa per eventi

Che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo

A differenza di altri modi verbali

E adesso che lo sai anche tu

Non lo sbagli più

Nel caso che il periodo sia della tipologia dell’irrealtà (si sa)

Ci vuole il congiuntivo

Tipo se tu avessi usato

Il congiuntivo trapassato

Con lei non sarebbe andata poi male

Condizionale

Segui la consecutio temporum

Il congiuntivo ha un ruolo distintivo

E si usa per eventi

Che non sono reali

È relativo a ciò che è soggettivo

A differenza di altri modi verbali

E adesso ripassiamo un po’ di verbi al congiuntivo

Che io sia (presente)

Che io fossi (imperfetto)

Che io sia stato (passato)

Che fossi stato (trapassato)

Che io abbia (presente)

Che io avessi (imperfetto)

Che abbia avuto (passato)

Che avessi avuto (trapassato)

Che io… sarei

Il congiuntivo

Come ti dicevo

Si usa in questo tipo di costrutto sintattico

Dubitativo e quasi riflessivo

Descritto dal seguente esempio didattico

E adesso che lo sai anche tu

Non lo sbagli più

Ti amo o ti voglio bene?

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Nella maggior parte delle lingue, non esiste alcuna differenza nel modo di esprimere il sentimento dell’amore e quello dell’amicizia o dell’affetto.

In inglese, per esempio, si usa l’espressione “I love you” tanto se ci rivolgiamo a un nostro amico, ai nostri genitori o al nostro fidanzato.

In spagnolo, si dice, “te quiero”, in francese “je t’aime”… però dobbiamo stare molto attenti quando traduciamo questa frase in lingua italiana.

In pratica, ciò che dobbiamo fare è provare a “tradurre i nostri sentimenti” e trovare l’espressione italiana più adeguata per esprimerli. Quindi:

Ti amo o ti voglio bene?

Ognuna delle espressioni inglesi, spagnole o francesi che abbiamo visto, quando viene tradotta in italiano, può assumere due significati diversi a seconda del contesto e soprattutto del destinatario del nostro messaggio.

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“La casa di carta” rende omaggio a una delle canzoni popolari italiane più belle di sempre

la casa di carta
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La casa de papel” (nella sua traduzione italiana “La casa di carta”) è una serie TV spagnola ideata da Álex Pina e resa famosa grazie alla piattaforma Netflix, che nell’ultimo anno ha conquistato il cuore di milioni di telespettatori.

Sono sicura che molti voi l’hanno già vista (e tutti siamo in attesa della 3ª stagione!!) e che anche voi siete rimasti colpiti dalla bravura degli attori, dall’originalità della trama e, perché no, dalla bellissima canzone italiana che fa da sfondo a una delle scene più belle della serie (tranquilli, no spoiler!).

casa-di-carta-bella-ciao

Fonte: youtube.com

Sto parlando della celebre canzone popolare italiana “Bella ciao”, diventata famosa in tutto il mondo come simbolo di lotta per la libertà.

Ma quanti di voi sanno veramente quando e come nasce questa bellissima canzone? E quanti di voi conoscono il significato delle sue parole?

Vi racconto tutto in questo articolo!

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Modi di dire: perché si dice “Il gioco non vale la candela?”

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Uno dei modi di dire più curiosi della lingua italiana è sicuramente “il gioco non vale la candela”. Scopriamo insieme cosa significa e qual è la sua origine.

L’espressione “il gioco non vale la candela” si utilizza per esprimere la propria incertezza o indecisione nel momento di compiere un gesto o di fare qualcosa perché non sappiamo quali risultati produrrà e se il nostro sacrificio davvero varrà la pena.

Per esempio, se io non sono sicura che il mio impegno nello studio o nel lavoro mi porterà i risultati che spero di ottenere posso chiedermi: “il gioco vale la candela?”.

Oppure, se qualcuno mi chiede di compiere un grosso sacrificio ma so che i miei sforzi saranno inutili posso affermare: “il gioco non vale la candela”.

Questa espressione idiomatica risale al Medioevo quando ancora non esisteva la luce elettrica e per giocare a carte era necessario accendere una candela. Spesso il costo della candela consumata per illuminare il tavolo dei giocatori superava l’importo della possibile vincita e dunque, giocare, non valeva il prezzo della candela.

giocatori-carte-candela

Una variante di questa espressione, più spesso utilizzata nella Svizzera italiana, è “il santo non vale la candela”. In questo caso, non valeva la pena accendere una candela in offerta a un santo incapace di compiere miracoli!

 

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