“La casa di carta” rende omaggio a una delle canzoni popolari italiane più belle di sempre

la casa di carta
Standard

La casa de papel” (nella sua traduzione italiana “La casa di carta”) è una serie TV spagnola ideata da Álex Pina e resa famosa grazie alla piattaforma Netflix, che nell’ultimo anno ha conquistato il cuore di milioni di telespettatori.

Sono sicura che molti voi l’hanno già vista (e tutti siamo in attesa della 3ª stagione!!) e che anche voi siete rimasti colpiti dalla bravura degli attori, dall’originalità della trama e, perché no, dalla bellissima canzone italiana che fa da sfondo a una delle scene più belle della serie (tranquilli, no spoiler!).

casa-di-carta-bella-ciao

Fonte: youtube.com

Sto parlando della celebre canzone popolare italiana “Bella ciao”, diventata famosa in tutto il mondo come simbolo di lotta per la libertà.

Ma quanti di voi sanno veramente quando e come nasce questa bellissima canzone? E quanti di voi conoscono il significato delle sue parole?

Vi racconto tutto in questo articolo!

Continua a leggere

Annunci

Modi di dire: perché si dice “Il gioco non vale la candela?”

candela
Standard

Uno dei modi di dire più curiosi della lingua italiana è sicuramente “il gioco non vale la candela”. Scopriamo insieme cosa significa e qual è la sua origine.

L’espressione “il gioco non vale la candela” si utilizza per esprimere la propria incertezza o indecisione nel momento di compiere un gesto o di fare qualcosa perché non sappiamo quali risultati produrrà e se il nostro sacrificio davvero varrà la pena.

Per esempio, se io non sono sicura che il mio impegno nello studio o nel lavoro mi porterà i risultati che spero di ottenere posso chiedermi: “il gioco vale la candela?”.

Oppure, se qualcuno mi chiede di compiere un grosso sacrificio ma so che i miei sforzi saranno inutili posso affermare: “il gioco non vale la candela”.

Questa espressione idiomatica risale al Medioevo quando ancora non esisteva la luce elettrica e per giocare a carte era necessario accendere una candela. Spesso il costo della candela consumata per illuminare il tavolo dei giocatori superava l’importo della possibile vincita e dunque, giocare, non valeva il prezzo della candela.

giocatori-carte-candela

Una variante di questa espressione, più spesso utilizzata nella Svizzera italiana, è “il santo non vale la candela”. In questo caso, non valeva la pena accendere una candela in offerta a un santo incapace di compiere miracoli!

 

Se vuoi scoprire altri modi di dire in italiano clicca qui

I 10 luoghi (+1) imperdibili della Puglia

Standard

La regione della Puglia è una delle destinazioni più belle per trascorrere le vacanze estive. Oltre a grandi spiagge e a un mare cristallino, la Puglia offre tantissime altre attrazioni culturali e all’interno del suo territorio possiamo trovare degli edifici di una bellezza architettonica impressionante.

pugliaSituata nel “tacco dello stivale“, la Puglia fu per molti secoli terra di conquista in cui sono passate grandi civiltà, come testimoniano i resti preistorici, i parchi archeologici greci e romani o gli edifici e le chiese rinascimentali e barocche che si trovano nella regione.

Indubbiamente la Puglia, e in particolare il Salento, è la destinazione perfetta per una vacanza alla scoperta della storia e della gastronomia di questa meravigliosa zona d’Italia.

Per questo, ho selezionato per voi una lista con i luoghi più belli della Puglia.

1. Bari

Bari è il capoluogo della Puglia e una città davvero molto carina. Qui non può mancare una visita alla Basilica di San Nicola, una chiesa meta di turisti e pellegrini, famosa per conservare ancora oggi i resti del santo da cui deriva il mito di Babbo Natale. Sulla costa di Bari si trovano diverse torri medievali costruite per scopi difensivi contro i pirati saraceni, ma il più importante edificio è sicuramente il Castello Normanno-Svevo che risale al XII secolo.

bari.jpg

Fonte: vero4travel.com

Nel centro storico si possono ammirare imponenti edifici di stili diversi: il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, il Palazzo Mincuzzi, dallo stile eclettico, il Palazzo Fizzarotti, in stile veneziano, oltre a una serie di palazzi ottocenteschi. Dirigendovi verso il centro della città potrete approfittarne per gustare piatti tipici a base di pesce e la famosa pasta chiamata “orecchiette“.

orecchiette.jpg

Fonte: trulloarmonia.com

 

Numerosi sono anche i bar che offrono l’aperitivo accompagnato da “tarallucci” e “friselle” condite con pomodoro fresco.

2. Castel del Monte, Andria

È uno dei castelli più speciali della Puglia, famoso per la sua insolita forma ottagonale. La sua struttura geometrica rappresenta una rottura radicale con la tipica architettura gotica dei castelli, e proprio la sua forma speciale è stata fonte d’ispirazione per molti, come ad esempio per Umberto Eco nel suo celebre libro “Il nome della rosa”. Castel del Monte fu costruito nel XIII secolo per volere dell’imperatore romano Federico II. Il castello è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996 ed è diventato uno dei più grandi enigmi dell’architettura antica. Il mistero, ancora irrisolto, è legato alla sua vera funzione: era un castello autentico? O un tempio astronomico? Le ipotesi suggeriscono che fosse un tempio usato per lo studio della scienza.

castel del monte

3. Alberobello, la città dei Trulli

Se volete vedere qualcosa di straordinario, non potete perdervi i famosi Trulli di Alberobello. I trulli sono piccole case costruite in pietra calcarea, con tetti dalla forma a cono. I trulli sono un eccezionale esempio di edifici realizzati con tecniche preistoriche e la maggior parte di loro è sopravvissuta quasi intatta fino ai giorni nostri. Il centro storico della località di Alberobello è interamente costituito da questi particolari edifici piramidali che lo rendono un luogo unico e famoso in tutto il mondo.

trulli-alberobello

Continua a leggere

Parole difficili: “Mica”

Standard

Una delle parole più difficili da capire e usare per uno studente straniero è sicuramente la parola “mica”.

Noi italiani la utilizziamo sempre, quindi sono sicura che ti sarà capitato di ascoltarla e forse ti sarai anche chiesto cosa significa.

Partiamo dall’origine: “mica” è un avverbio che deriva da una parola latina che significa “briciola di pane”.briciola-pane

Per estensione di questo significato, ovvero “piccolissima parte”, ha assunto oggi il significato di “per niente, affatto”. Continua a leggere

I riti, le processioni e le feste più strane e suggestive della Pasqua in Italia

Standard

In Italia, la Pasqua è una ricorrenza molto importante che viene vissuta con molta passione e coinvolgimento, soprattutto nelle piccole città e nei piccoli paesini, dove ancora oggi, si celebrano dei rituali davvero suggestivi e pieni di pathos. Queste feste attraggono curiosi da tutto il mondo e, a prescindere che siate credenti o no, vale la pena conoscerne alcune.

Per questo motivo, oggi ho selezionato per voi quelle che a mio parere sono le tradizioni più antiche, strane e particolari in giro per l’Italia.

Mantova – Lombardia

A Pasqua, nella città di Mantova, si espongono i “Sacri Vasi” che secondo la leggenda contengono il sangue di Gesù. Questi vasi, dopo essere stati posti sull’altare della Basilica, vengono portati in processione per tutte le vie centrali della città durante il Venerdì Santo.

sacri vasi-mantova

Fonte: ilcinemadelcarbone.it

Orte (provincia di Viterbo) – Lazio

Una delle processioni più antiche d’Italia si svolge proprio qui. Durante il Venerdì Santo, per le strade di questa piccola cittadina, sfilano le diverse confraternite portando con sé croci e altri simboli della Passione. Li seguono i penitenti che, a piedi scalzi e vestiti con saio e cappuccio, portano anche delle catene alle caviglie, in segno di penitenza.

Particolarmente suggestiva è, però, la processione notturna quando un gruppo di donne, chiamate “Marie nero vestite” per il colore nero dei loro indumenti, portato in segno di lutto, seguono piangendo la bara con il Cristo morto.

donne-orte-processione

Fonte: tevereventi.it

Continua a leggere

Perché si dice “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo”?

Standard

Sapevate che in diverse parti d’Italia si usa dire “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo” quando si hanno le gambe che tremano, magari per la paura? Qual è l’origine di questa curiosa espressione?

gambe-tremore

Sembrerebbe che non ci sia una teoria certa e questo modo di dire potrebbe avere tre diverse spiegazioni possibili.

La prima è che il termine derivi in modo onomatopeico dallo scricchiolio delle articolazioni delle ginocchia (giac-giac…) che sbattono tra loro per paura o stanchezza.

La seconda è che quando i pellegrini si recavano al santuario San Giacomo di Compostela (Santiago de Compostela) in Galizia, Spagna, erano così stanchi che le loro ginocchia dolenti invocavano il santo affinché mettesse fine alla loro sofferenza.

Inoltre, vi è una credenza popolare secondo cui San Giacomo fosse l’incaricato di portare in cielo i moribondi per cui “fare giacomo” significherebbe “perdere le forze, morire” e da qui “avere le gambe che tremano”.

santiago compostelaFonte: parador.es

Infine, vi è un’ultima teoria, secondo cui durante la Guerra dei Cent’anni, in Francia esplose una rivolta di contadini che protestavano per il peso delle tasse a cui erano sottoposti e per i saccheggi continui che erano costretti a soffrire.

La rivolta fu sedata rapidamente e i contadini vennero sconfitti e duramente puniti.

Jacquerie

I ribelli furono soprannominati con disprezzo dagli aristocratici “jacques bonhomme”, poiché erano soliti indossare la “jacque” cioè un giubbotto rinforzato con fil di ferro (il termine italiano “giacca” deriva da appunto da “jacque” ).

Quindi, la parola che indicava inizialmente l’abito, passò a essere usata come dispregiativo di contadino, assumendo il significato di “sempliciotto” e poi di “codardo”.

Da qui, l’espressione “Giacomo-Giacomo” (jacque-jacque) per indicare le ginocchia del contadino che tremano per la paura.

“Finalmente” o “alla fine”? Espressioni utili con la parola “fine”

Standard

Buongiorno! Oggi vi parliamo di un aspetto che spesso confonde gli studenti di italiano ispanofoni: la parola fine e alcuni termini da essa derivati. La fine in italiano è femminile quando indica dove o quando termina un punto spaziale o temporale. Per esempio: Quando diamo un’indicazione: va’ sempre dritto fino alla fine della strada. Quando […]

via Quali sono le differenze tra finalmente e infine? E tra fine e finale? — Centro Lingua Italiana