I 10 luoghi (+1) imperdibili della Puglia

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La regione della Puglia è una delle destinazioni più belle per trascorrere le vacanze estive. Oltre a grandi spiagge e a un mare cristallino, la Puglia offre tantissime altre attrazioni culturali e all’interno del suo territorio possiamo trovare degli edifici di una bellezza architettonica impressionante.

pugliaSituata nel “tacco dello stivale“, la Puglia fu per molti secoli terra di conquista in cui sono passate grandi civiltà, come testimoniano i resti preistorici, i parchi archeologici greci e romani o gli edifici e le chiese rinascimentali e barocche che si trovano nella regione.

Indubbiamente la Puglia, e in particolare il Salento, è la destinazione perfetta per una vacanza alla scoperta della storia e della gastronomia di questa meravigliosa zona d’Italia.

Per questo, ho selezionato per voi una lista con i luoghi più belli della Puglia.

1. Bari

Bari è il capoluogo della Puglia e una città davvero molto carina. Qui non può mancare una visita alla Basilica di San Nicola, una chiesa meta di turisti e pellegrini, famosa per conservare ancora oggi i resti del santo da cui deriva il mito di Babbo Natale. Sulla costa di Bari si trovano diverse torri medievali costruite per scopi difensivi contro i pirati saraceni, ma il più importante edificio è sicuramente il Castello Normanno-Svevo che risale al XII secolo.

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Fonte: vero4travel.com

Nel centro storico si possono ammirare imponenti edifici di stili diversi: il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, il Palazzo Mincuzzi, dallo stile eclettico, il Palazzo Fizzarotti, in stile veneziano, oltre a una serie di palazzi ottocenteschi. Dirigendovi verso il centro della città potrete approfittarne per gustare piatti tipici a base di pesce e la famosa pasta chiamata “orecchiette“.

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Fonte: trulloarmonia.com

 

Numerosi sono anche i bar che offrono l’aperitivo accompagnato da “tarallucci” e “friselle” condite con pomodoro fresco.

2. Castel del Monte, Andria

È uno dei castelli più speciali della Puglia, famoso per la sua insolita forma ottagonale. La sua struttura geometrica rappresenta una rottura radicale con la tipica architettura gotica dei castelli, e proprio la sua forma speciale è stata fonte d’ispirazione per molti, come ad esempio per Umberto Eco nel suo celebre libro “Il nome della rosa”. Castel del Monte fu costruito nel XIII secolo per volere dell’imperatore romano Federico II. Il castello è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996 ed è diventato uno dei più grandi enigmi dell’architettura antica. Il mistero, ancora irrisolto, è legato alla sua vera funzione: era un castello autentico? O un tempio astronomico? Le ipotesi suggeriscono che fosse un tempio usato per lo studio della scienza.

castel del monte

3. Alberobello, la città dei Trulli

Se volete vedere qualcosa di straordinario, non potete perdervi i famosi Trulli di Alberobello. I trulli sono piccole case costruite in pietra calcarea, con tetti dalla forma a cono. I trulli sono un eccezionale esempio di edifici realizzati con tecniche preistoriche e la maggior parte di loro è sopravvissuta quasi intatta fino ai giorni nostri. Il centro storico della località di Alberobello è interamente costituito da questi particolari edifici piramidali che lo rendono un luogo unico e famoso in tutto il mondo.

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Parole difficili: “Mica”

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Una delle parole più difficili da capire e usare per uno studente straniero è sicuramente la parola “mica”.

Noi italiani la utilizziamo sempre, quindi sono sicura che ti sarà capitato di ascoltarla e forse ti sarai anche chiesto cosa significa.

Partiamo dall’origine: “mica” è un avverbio che deriva da una parola latina che significa “briciola di pane”.briciola-pane

Per estensione di questo significato, ovvero “piccolissima parte”, ha assunto oggi il significato di “per niente, affatto”. Continua a leggere

I riti, le processioni e le feste più strane e suggestive della Pasqua in Italia

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In Italia, la Pasqua è una ricorrenza molto importante che viene vissuta con molta passione e coinvolgimento, soprattutto nelle piccole città e nei piccoli paesini, dove ancora oggi, si celebrano dei rituali davvero suggestivi e pieni di pathos. Queste feste attraggono curiosi da tutto il mondo e, a prescindere che siate credenti o no, vale la pena conoscerne alcune.

Per questo motivo, oggi ho selezionato per voi quelle che a mio parere sono le tradizioni più antiche, strane e particolari in giro per l’Italia.

Mantova – Lombardia

A Pasqua, nella città di Mantova, si espongono i “Sacri Vasi” che secondo la leggenda contengono il sangue di Gesù. Questi vasi, dopo essere stati posti sull’altare della Basilica, vengono portati in processione per tutte le vie centrali della città durante il Venerdì Santo.

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Fonte: ilcinemadelcarbone.it

Orte (provincia di Viterbo) – Lazio

Una delle processioni più antiche d’Italia si svolge proprio qui. Durante il Venerdì Santo, per le strade di questa piccola cittadina, sfilano le diverse confraternite portando con sé croci e altri simboli della Passione. Li seguono i penitenti che, a piedi scalzi e vestiti con saio e cappuccio, portano anche delle catene alle caviglie, in segno di penitenza.

Particolarmente suggestiva è, però, la processione notturna quando un gruppo di donne, chiamate “Marie nero vestite” per il colore nero dei loro indumenti, portato in segno di lutto, seguono piangendo la bara con il Cristo morto.

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Fonte: tevereventi.it

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Perché si dice “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo”?

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Sapevate che in diverse parti d’Italia si usa dire “ho le gambe che mi fanno Giacomo Giacomo” quando si hanno le gambe che tremano, magari per la paura? Qual è l’origine di questa curiosa espressione?

gambe-tremore

Sembrerebbe che non ci sia una teoria certa e questo modo di dire potrebbe avere tre diverse spiegazioni possibili.

La prima è che il termine derivi in modo onomatopeico dallo scricchiolio delle articolazioni delle ginocchia (giac-giac…) che sbattono tra loro per paura o stanchezza.

La seconda è che quando i pellegrini si recavano al santuario San Giacomo di Compostela (Santiago de Compostela) in Galizia, Spagna, erano così stanchi che le loro ginocchia dolenti invocavano il santo affinché mettesse fine alla loro sofferenza.

Inoltre, vi è una credenza popolare secondo cui San Giacomo fosse l’incaricato di portare in cielo i moribondi per cui “fare giacomo” significherebbe “perdere le forze, morire” e da qui “avere le gambe che tremano”.

santiago compostelaFonte: parador.es

Infine, vi è un’ultima teoria, secondo cui durante la Guerra dei Cent’anni, in Francia esplose una rivolta di contadini che protestavano per il peso delle tasse a cui erano sottoposti e per i saccheggi continui che erano costretti a soffrire.

La rivolta fu sedata rapidamente e i contadini vennero sconfitti e duramente puniti.

Jacquerie

I ribelli furono soprannominati con disprezzo dagli aristocratici “jacques bonhomme”, poiché erano soliti indossare la “jacque” cioè un giubbotto rinforzato con fil di ferro (il termine italiano “giacca” deriva da appunto da “jacque” ).

Quindi, la parola che indicava inizialmente l’abito, passò a essere usata come dispregiativo di contadino, assumendo il significato di “sempliciotto” e poi di “codardo”.

Da qui, l’espressione “Giacomo-Giacomo” (jacque-jacque) per indicare le ginocchia del contadino che tremano per la paura.

“Finalmente” o “alla fine”? Espressioni utili con la parola “fine”

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Buongiorno! Oggi vi parliamo di un aspetto che spesso confonde gli studenti di italiano ispanofoni: la parola fine e alcuni termini da essa derivati. La fine in italiano è femminile quando indica dove o quando termina un punto spaziale o temporale. Per esempio: Quando diamo un’indicazione: va’ sempre dritto fino alla fine della strada. Quando […]

via Quali sono le differenze tra finalmente e infine? E tra fine e finale? — Centro Lingua Italiana

Impara l’italiano con le canzoni di Levante

levante
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Ciao a tutti!

In un articolo precedente vi avevo parlato di una delle mie cantanti preferite, Carmen Consoli, e vi avevo spiegato che imparare l’italiano attraverso la musica può essere un’attività facile, utile e divertente!

Oggi voglio presentarvi un’altra fantastica cantautrice. Il suo nome è Claudia Lagona, in arte Levante.

Lei è siciliana come me, ma da tanti anni vive a Torino. La sua musica è del genere indie pop, pop rock, e lei stessa afferma di “essere cresciuta” con la musica di Carmen Consoli, Mina, Janis Joplin, Tori Amos e Alanis Morissette.

L’anno scorso è uscito il suo primo romanzo, “Se non ti vedo non esisti”, mentre in aprile 2017 è stato pubblicato il suo terzo album “Nel caos di stanze stupefacenti”.

Quest’ultimo disco presenta un duetto con Max Gazzè, altro famosissimo cantautore italiano, che ha collaborato alla canzone intitolata “Pezzo di me”, uno dei più grandi successi di Levante.

Infine, la cantante ha partecipato come giudice nell’ultima edizione del talent show X Factor Italia.

Recentemente ho avuto l’occasione di partecipare a un suo concerto qui a Madrid e mi è piaciuta tantissimo!

Le sue canzoni sono davvero molto fresche, frizzanti e orecchiabili.

Ascoltarle vi aiuterà sicuramente a imparare nuove parole in italiano!

Ecco alcune delle mie canzoni preferite.

Buon ascolto!

TITOLI:
Pezzo di me
Non me ne frega niente
Alfonso
Caos
Abbi cura di te
Le lacrime non macchiano
Le mie mille me
Gesù Cristo sono io
Diamante
Io ero io
Ciao per sempre
Io ti maledico
Santa Rosalia

 

Verbi difficili da usare: il verbo “mancare” e il verbo “piacere”

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mi manchi-abbraccio-fidanzatiMolti studenti spesso incontrano delle difficoltà quando devono costruire una frase con il verbo “mancare”, soprattutto quando si usa per comunicare a qualcuno a cui vogliamo bene, che non sopportiamo stargli lontano e sentiamo la sua mancanza.

In italiano diremmo infatti: “mi manchi”.

In spagnolo, invece, si usa l’espressione “echar de menos”, mentre in inglese il verbo “to miss”: “te echo de menos”, “I miss you”.

In entrambe queste costruzioni, la frase si costruisce con il verbo coniugato alla prima persona singolare: (yo echo de menos a ti/ I miss you).

In italiano invece abbiamo una costruzione in cui il verbo è coniugato alla seconda persona singolare.

Perché? Continua a leggere