Taormina: la meta ideale per una vacanza studio

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L’estate è arrivata ed è tempo di viaggi!

Taormina cartina

Se ancora non avete deciso dove trascorrere le vostre vacanze, oggi vi consiglierò una meta davvero spettacolare: la bellissima città di Taormina.

In occasione dell’estate, potrebbe anche essere la destinazione ideale per realizzare una vacanza studio in Italia.

Ci avevate mai pensato?

Potreste approfittarne per imparare l’italiano e, contemporaneamente, vivere una fantastica esperienza in uno dei posti più suggestivi d’Italia!

Alla scoperta di Taormina…

Taormina è una città della provincia di Messina, al nord-est della Sicilia, situata su una collina a circa 200 metri di altezza sul livello del mare.

Ciò che la rende speciale è proprio la sua posizione, dato che sembra sospesa tra rocce e mare. Da tutta la città potrete godere di panorami mozzafiato come questo:

Taormina panorama

Un po’ di storia…

La storia di Taormina segue l’andamento storico e culturale della Sicilia: la sua storia è la chiave per comprendere appieno tutte le bellezze di questa terra.

Taormina venne fondata nel 358 a.C dai greci con il nome di Tauromenion. La città si sviluppò come una tipica colonia greca: aveva un’agorà, un’acropoli costruita sul Monte Tauro, un teatro e il Bouleuterion, sede del consiglio cittadino.

Durante la dominazione romana furono costruite molte altre opere architettoniche che è possibile ammirare ancora oggi.

Il dominio bizantino successivo portò un periodo di gloria e felicità; infatti, dopo la caduta di Costantinopoli e la perdita di importanza della città di Siracusa, Taormina diventò la nuova capitale della Sicilia orientale.

Gli arabi giunsero sull’isola dal IX al XI secolo e, successivamente, furono sostituiti dai Normanni, provenienti dal nord Europa.

Taormina fu anche dominata dagli spagnoli e dai francesi.

Il susseguirsi di tutte queste civiltà, ha fatto sì che la città si convertisse in un luogo speciale, influenzato da culture e tradizioni diverse, che hanno contribuito a renderla un posto davvero particolare.

Oggi, Taormina è una meta turistica internazionale piuttosto esclusiva. Qui hanno soggiornato, nel corso dei secoli, personaggi famosi come Goethe, Truman Capote, D.H. Lawrence, Salvatore Quasimodo, Gabriele D’Annunzio, Gustav Klimt, Sigmund Freud, Liz Tayolr, Richard Burton, Greta Garbo e molti altri ancora…

A maggio, Taormina ha anche accolto il 43º vertice del G7, ovvero l’incontro informale tra le sette nazioni più industrializzate del mondo, al quale hanno partecipato Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti.

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Imparare l’italiano con i fumetti

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State imparando l’italiano e volete migliorare il vostro vocabolario? Uno dei metodi più efficaci è sicuramente leggere molto testi in lingua originale.

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In un articolo precedente vi avevo già spiegato come trarre il massimo beneficio dalla lettura per imparare una lingua e vi avevo suggerito alcune letture graduate in italiano.

Ma spesso i libri possono risultare troppo pesanti da leggere e difficili da capire. I fumetti invece utilizzano un linguaggio semplice e un vocabolario quotidiano,  più facile da comprendere e da memorizzare.

Ecco perché oggi voglio farvi conoscere alcuni fumetti italiani che potrete acquistare facilmente su Internet e che vi consentiranno di imparare nuove parole in modo facile e divertente!

Forse non tutti sanno che…

la parola “fumetto” è un diminutivo di fumo e si usa per indicare la nuvoletta all’interno della quale vengono scritte le frasi pronunciate dai personaggi della storia.

A seconda della forma della “nuvola” possiamo anche capire che azione stanno facendo i personaggi: se parlano, se sussurrano, se pensano, se gridano, ecc.

tipi di fumetto

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Espressioni curiose: “Fare le corna”

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Una delle caratteristiche che contraddistingue gli italiani è sicuramente l’abitudine di gesticolare quando si parla.

Alcuni gesti hanno significati specifici e sono conosciuti internazionalmente. Uno di questi è fare le corna con l’indice e il mignolo della mano.

Le corna possono avere significati diversi a seconda di come si fanno e del contesto in cui ci si trova. totò-corna-gesto corna

Normalmente, fare le corna con la mano rivolta verso il basso è un gesto di scaramanzia che serve ad allontanare la sfortuna. 

Se, per esempio, avete organizzato una gita al mare e qualcuno vi dice: “Domani pioverà tutto il giorno”, fare il gesto delle corna serve a scongiurare questa predizione e ad “allontanare” la pioggia.

A volte non è necessario fare il gesto con la mano per scongiurare la cattiva sorte, ma è sufficiente dirlo.

Per esempio:

“Com’è andato l’esame all’università?”

“Penso bene. Facciamo le corna!”

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I nomi delle dita della mano in italiano

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Sapete come si chiamano le dita delle mani in italiano?

Mi sono accorta che questo argomento non è quasi mai preso in considerazione dai libri e dai manuali di italiano per stranieri e spesso conoscere i nomi delle dita della mano è utile per comprendere meglio letture e modi di dire italiani.

 

dita della mano

Pollice: il nome deriva dal latino pollex-pollicis, probabilmente  a sua volta un derivato del verbo polleo, che significa forte, potente. Il pollice è infatti il primo e il più grosso dito della mano, quello che distingue l’uomo dagli altri primati e che ci consente di prendere gli oggetti.
Indice: il nome deriva dal latino indicare, quindi mostrare, segnalare. L’indice è effettivamente il dito con cui indichiamo persone e oggetti.
Medio: il nome si deve alla sua posizione, dato che è quello che si trova al centro delle dita della mano.
Anulare: il nome viene dalla parola “anello“, infatti è il dito dove generalmente si porta la fede nuziale.
Mignolo: il nome deriva dal latino minimus, ovvero “piccolo“. Quindi, essendo il più piccolo, lo chiamiamo così.

Quanto sei bravo in italiano? Scoprilo con questo test!

test italiano
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Gli studenti stranieri (in particolare quelli provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea) che vogliono trascorrere un periodo di studio in Italia o partecipare a un progetto Erasmus, normalmente devono superare un test di lingua per dimostrare la loro conoscenza dell’italiano.

Anche per scrivere un curriculum in modo professionale è molto importante conoscere il livello di competenza che possediamo nelle diverse lingue che abbiamo studiato o sappiamo parlare.

Il Consiglio d’Europa ha realizzato negli anni ’90 un modello di riferimento in grado di descrivere e valutare le abilità conseguite da chi studia una lingua straniera europea, attraverso la suddivisione in livelli di competenza.

Questo sistema è stato chiamato Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) ed è oggi il principale punto di riferimento per tutti gli studenti e gli insegnanti di lingue.

livelli lingue

Fonte: www.memorbalia.it/descrittori/dalframeworkeuropeo.pdf

Il livello A o elementare si suddivide in due sottolivelli: A1 e A2.

Il livello A1, detto anche livello di contatto, viene descritto come la fase in cui lo studente è capace di capire e usare espressioni di uso quotidiano volte a soddisfare dei bisogni di tipo concreto. Per esempio, sapersi presentare, saper fare domande semplici sulla vita di tutti i giorni, essere capaci di rispondere a queste stesse domande e comprendere conversazioni lente in cui si usa un vocabolario di base.

Il livello A2, chiamato anche livello di sopravvivenza, si riferisce a quella fase di apprendimento in cui lo studente è capace di scambiare informazioni semplici su argomenti familiari e sa esprimere bisogni immediati.

Il livello B o intermedio si divide anche in due sottolivelli: B1 e B2.

Chi possiede il livello B1, o livello soglia, può affrontare con disinvoltura situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel Paese di cui si parla la lingua ed è in grado di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

Il livello B2, o di progresso, è invece quella fase in cui lo studente è già capace di capire testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comunicando senza eccessivi sforzi con i parlanti nativi e affrontando una varietà più ampia di tematiche.

Infine, il livello C o avanzato si divide in C1 e C2.

Il C1, detto anche livello di efficacia, si riferisce alla capacità di esprimersi in modo fluido e preciso su argomenti e situazioni più complesse, utilizzando la lingua sia per scopi sociali che professionali e accademici. Chi possiede questo livello può parlare con i nativi senza nessuna difficoltà e utilizzare un vocabolario più specifico e adatto ad ogni situazione.

Il livello C2, o di padronanza, è il più avanzato e il più completo. Lo studente che raggiunge questa fase ha quasi le stesse capacità di un parlante nativo, sa esprimersi spontaneamente in modo molto scorrevole e preciso ed è anche capace di riconoscere alcune sfumature di tono e di accento.

testSe vuoi conoscere il tuo livello di conoscenza della lingua italiana, ti consiglio di realizzare questo test che ho reperito on-line dal sito di ESL – Soggiorni Linguistici.

Penso che sia uno dei test più semplici e veloci disponibili gratis su Internet ed è anche molto utile perché oltre a basarsi sui livelli del QCER, suggerisce, una volta terminato il test, anche le risposte corrette, in modo da poter imparare dai propri errori.

Se invece ti interessa scoprire di più sulle principali certificazioni linguistiche di italiano, ti consiglio di leggere questo altro articolo dove spiego in dettaglio quali e quante sono.

E tu? Quanto sei bravo in italiano? Che risultato hai ottenuto nel test?

Fammi sapere il tuo risultato nei commenti!

Alla prossima!

Parole difficili: “Addirittura”

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Ciao a tutti!

Oggi vi spiegherò il significato e l’uso di una delle parole più difficili da capire e utilizzare per uno studente di italiano: la parola “addirittura“.

Sono sicura che molti di voi avranno già sentito questa espressione, ma siete certi di aver capito bene come si utilizza?

La parola addirittura è un avverbio che anticamente voleva dire “direttamente“.

Per esempio: “Andrò addirittura a lavoro” = “Andrò direttamente a lavoro”

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Questo significato con il tempo si è perso e la parola addirittura oggi ha un valore totalmente diverso.

La usiamo per esprimere stupore, meraviglia di fronte a un avvenimento particolare.neve

Per esempio:

“Quest’inverno la temperatura è scesa fino agli zero gradi, addirittura ha nevicato!”

L’uso di addirittura, in questa frase, serve a sottolineare il fatto che abbia nevicato, un evento davvero speciale per la persona che parla.

Oppure si può utilizzare anche come risposta a qualcosa di sorprendente che ci stanno raccontando:

– “Michele non solo ha vinto la gara, ma gli hanno first-2023915_640anche dato la medaglia d’oro!”

– “Addirittura!”

Qui, la parola addirittura serve a enfatizzare la sorpresa, l’entusiasmo davanti a un avvenimento così importante.

Alcuni sinonimi di addirittura in italiano sono: persino, perfino e finanche ma sono meno utilizzati nel linguaggio quotidiano.

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi sia risultato utile!

Se volete scoprire di più su altre parole difficili dell’italiano, vi consiglio di leggere anche questo.

A presto!

La storia della caffettiera Bialetti

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Approfittando di una pausa-caffè, oggi vi torno a parlare della bevanda più consumata in Italia! 🙂

In un articolo precedente vi avevo già spiegato come si prepara un buon caffè e vi avevo illustrato 12 modi di berlo.

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Oggi vorrei invece raccontarvi la storia della mitica caffettiera di Bialetti, un oggetto che ha fatto la storia e che è proprio immancabile in qualsiasi casa italiana.

La Moka, fu inventata da Alfonso Bialetti nel 1933.

Sembra che l’idea gli sia venuta mentre guardava la moglie che faceva il bucato.

Infatti, anticamente, per lavare i panni, si utilizzava uno strumento chiamato “lessiveuse“, cioè una grande pentola divisa in due parti.

Nella parte superiore si mettevano i vestiti da pulire e il detersivo; nella parte inferiore, invece, si metteva l’acqua.

Le due parti comunicavano attraverso un tubo. Quando l’acqua della parte inferiore bolliva, il liquido saliva su per il tubo andando a pulire i vestiti.

Potremmo dire che era come una lavatrice senza fili!

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E se ci pensate bene è lo stesso principio con cui funziona la caffettiera!

La Moka di Bialetti oggi è un simbolo della cultura italiana ed è conosciuta in tutto il mondo.

Ciò è stato possibile soprattutto grazie all’impegno del giovane imprenditore Renato Bialetti, figlio di Alfonso. Fu lui il primo a capire che l’invenzione di suo padre sarebbe stata un trionfo e per questo si impegnò nel fargli pubblicità su giornali e riviste.

Ma solo grazie alla pubblicità in TV la Moka diventò un oggetto di incredibile successo!

Negli anni ’50, in Italia, era molto popolare un programma televisivo, di nome Carosello, che veniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00.

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Consisteva in una serie di filmati divertenti, spesso sotto forma di cartoni animati, con fini pubblicitari.

bialetti-1816743_640Uno dei personaggi preferiti del Carosello era proprio Alfonso Bialetti, detto anche l’Omino con i baffi. Per promuovere la caffettiera, furono creati degli spot pubblicitari in cui l’inventore era il protagonista.

La sua caricatura è ormai celebre ovunque e, se guardate bene, potrete notare che questo disegnino è presente su tutti i prodotti Bialetti, anche quelli più moderni!

 

 

Per concludere, vi lascio un video con una delle pubblicità dell’Omino con i baffi!