I nomi delle dita della mano in italiano

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Sapete come si chiamano le dita delle mani in italiano?

Mi sono accorta che questo argomento non è quasi mai preso in considerazione dai libri e dai manuali di italiano per stranieri e spesso conoscere i nomi delle dita della mano è utile per comprendere meglio letture e modi di dire italiani.

 

dita della mano

Pollice: il nome deriva dal latino pollex-pollicis, probabilmente  a sua volta un derivato del verbo polleo, che significa forte, potente. Il pollice è infatti il primo e il più grosso dito della mano, quello che distingue l’uomo dagli altri primati e che ci consente di prendere gli oggetti.
Indice: il nome deriva dal latino indicare, quindi mostrare, segnalare. L’indice è effettivamente il dito con cui indichiamo persone e oggetti.
Medio: il nome si deve alla sua posizione, dato che è quello che si trova al centro delle dita della mano.
Anulare: il nome viene dalla parola “anello“, infatti è il dito dove generalmente si porta la fede nuziale.
Mignolo: il nome deriva dal latino minimus, ovvero “piccolo“. Quindi, essendo il più piccolo, lo chiamiamo così.

Quanto sei bravo in italiano? Scoprilo con questo test!

test italiano
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Gli studenti stranieri (in particolare quelli provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione Europea) che vogliono trascorrere un periodo di studio in Italia o partecipare a un progetto Erasmus, normalmente devono superare un test di lingua per dimostrare la loro conoscenza dell’italiano.

Anche per scrivere un curriculum in modo professionale è molto importante conoscere il livello di competenza che possediamo nelle diverse lingue che abbiamo studiato o sappiamo parlare.

Il Consiglio d’Europa ha realizzato negli anni ’90 un modello di riferimento in grado di descrivere e valutare le abilità conseguite da chi studia una lingua straniera europea, attraverso la suddivisione in livelli di competenza.

Questo sistema è stato chiamato Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) ed è oggi il principale punto di riferimento per tutti gli studenti e gli insegnanti di lingue.

livelli lingue

Fonte: www.memorbalia.it/descrittori/dalframeworkeuropeo.pdf

Il livello A o elementare si suddivide in due sottolivelli: A1 e A2.

Il livello A1, detto anche livello di contatto, viene descritto come la fase in cui lo studente è capace di capire e usare espressioni di uso quotidiano volte a soddisfare dei bisogni di tipo concreto. Per esempio, sapersi presentare, saper fare domande semplici sulla vita di tutti i giorni, essere capaci di rispondere a queste stesse domande e comprendere conversazioni lente in cui si usa un vocabolario di base.

Il livello A2, chiamato anche livello di sopravvivenza, si riferisce a quella fase di apprendimento in cui lo studente è capace di scambiare informazioni semplici su argomenti familiari e sa esprimere bisogni immediati.

Il livello B o intermedio si divide anche in due sottolivelli: B1 e B2.

Chi possiede il livello B1, o livello soglia, può affrontare con disinvoltura situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel Paese di cui si parla la lingua ed è in grado di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.

Il livello B2, o di progresso, è invece quella fase in cui lo studente è già capace di capire testi complessi su argomenti sia concreti che astratti, comunicando senza eccessivi sforzi con i parlanti nativi e affrontando una varietà più ampia di tematiche.

Infine, il livello C o avanzato si divide in C1 e C2.

Il C1, detto anche livello di efficacia, si riferisce alla capacità di esprimersi in modo fluido e preciso su argomenti e situazioni più complesse, utilizzando la lingua sia per scopi sociali che professionali e accademici. Chi possiede questo livello può parlare con i nativi senza nessuna difficoltà e utilizzare un vocabolario più specifico e adatto ad ogni situazione.

Il livello C2, o di padronanza, è il più avanzato e il più completo. Lo studente che raggiunge questa fase ha quasi le stesse capacità di un parlante nativo, sa esprimersi spontaneamente in modo molto scorrevole e preciso ed è anche capace di riconoscere alcune sfumature di tono e di accento.

testSe vuoi conoscere il tuo livello di conoscenza della lingua italiana, ti consiglio di realizzare questo test che ho reperito on-line dal sito di ESL – Soggiorni Linguistici.

Penso che sia uno dei test più semplici e veloci disponibili gratis su Internet ed è anche molto utile perché oltre a basarsi sui livelli del QCER, suggerisce, una volta terminato il test, anche le risposte corrette, in modo da poter imparare dai propri errori.

Se invece ti interessa scoprire di più sulle principali certificazioni linguistiche di italiano, ti consiglio di leggere questo altro articolo dove spiego in dettaglio quali e quante sono.

E tu? Quanto sei bravo in italiano? Che risultato hai ottenuto nel test?

Fammi sapere il tuo risultato nei commenti!

Alla prossima!

Parole difficili: “Addirittura”

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Ciao a tutti!

Oggi vi spiegherò il significato e l’uso di una delle parole più difficili da capire e utilizzare per uno studente di italiano: la parola “addirittura“.

Sono sicura che molti di voi avranno già sentito questa espressione, ma siete certi di aver capito bene come si utilizza?

La parola addirittura è un avverbio che anticamente voleva dire “direttamente“.

Per esempio: “Andrò addirittura a lavoro” = “Andrò direttamente a lavoro”

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Questo significato con il tempo si è perso e la parola addirittura oggi ha un valore totalmente diverso.

La usiamo per esprimere stupore, meraviglia di fronte a un avvenimento particolare.neve

Per esempio:

“Quest’inverno la temperatura è scesa fino agli zero gradi, addirittura ha nevicato!”

L’uso di addirittura, in questa frase, serve a sottolineare il fatto che abbia nevicato, un evento davvero speciale per la persona che parla.

Oppure si può utilizzare anche come risposta a qualcosa di sorprendente che ci stanno raccontando:

– “Michele non solo ha vinto la gara, ma gli hanno first-2023915_640anche dato la medaglia d’oro!”

– “Addirittura!”

Qui, la parola addirittura serve a enfatizzare la sorpresa, l’entusiasmo davanti a un avvenimento così importante.

Alcuni sinonimi di addirittura in italiano sono: persino, perfino e finanche ma sono meno utilizzati nel linguaggio quotidiano.

Spero che quest’articolo vi sia piaciuto e vi sia risultato utile!

Se volete scoprire di più su altre parole difficili dell’italiano, vi consiglio di leggere anche questo.

A presto!

La storia della caffettiera Bialetti

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Approfittando di una pausa-caffè, oggi vi torno a parlare della bevanda più consumata in Italia! 🙂

In un articolo precedente vi avevo già spiegato come si prepara un buon caffè e vi avevo illustrato 12 modi di berlo.

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Oggi vorrei invece raccontarvi la storia della mitica caffettiera di Bialetti, un oggetto che ha fatto la storia e che è proprio immancabile in qualsiasi casa italiana.

La Moka, fu inventata da Alfonso Bialetti nel 1933.

Sembra che l’idea gli sia venuta mentre guardava la moglie che faceva il bucato.

Infatti, anticamente, per lavare i panni, si utilizzava uno strumento chiamato “lessiveuse“, cioè una grande pentola divisa in due parti.

Nella parte superiore si mettevano i vestiti da pulire e il detersivo; nella parte inferiore, invece, si metteva l’acqua.

Le due parti comunicavano attraverso un tubo. Quando l’acqua della parte inferiore bolliva, il liquido saliva su per il tubo andando a pulire i vestiti.

Potremmo dire che era come una lavatrice senza fili!

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E se ci pensate bene è lo stesso principio con cui funziona la caffettiera!

La Moka di Bialetti oggi è un simbolo della cultura italiana ed è conosciuta in tutto il mondo.

Ciò è stato possibile soprattutto grazie all’impegno del giovane imprenditore Renato Bialetti, figlio di Alfonso. Fu lui il primo a capire che l’invenzione di suo padre sarebbe stata un trionfo e per questo si impegnò nel fargli pubblicità su giornali e riviste.

Ma solo grazie alla pubblicità in TV la Moka diventò un oggetto di incredibile successo!

Negli anni ’50, in Italia, era molto popolare un programma televisivo, di nome Carosello, che veniva trasmesso quotidianamente dalle 20:50 alle 21:00.

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Consisteva in una serie di filmati divertenti, spesso sotto forma di cartoni animati, con fini pubblicitari.

bialetti-1816743_640Uno dei personaggi preferiti del Carosello era proprio Alfonso Bialetti, detto anche l’Omino con i baffi. Per promuovere la caffettiera, furono creati degli spot pubblicitari in cui l’inventore era il protagonista.

La sua caricatura è ormai celebre ovunque e, se guardate bene, potrete notare che questo disegnino è presente su tutti i prodotti Bialetti, anche quelli più moderni!

 

 

Per concludere, vi lascio un video con una delle pubblicità dell’Omino con i baffi!

 

“Perché gli italiani…?” – Cosa cercano gli stranieri su di noi su Google?

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L’altro giorno stavo facendo una ricerca su internet e mi è venuta un’idea che vorrei condividere con tutti voi!

Mi spiego meglio. Come tutti saprete, non appena si inseriscono le prime parole sulla barra del motore di ricerca di Google, vengono fuori dei suggerimenti per completare automaticamente la ricerca.

Allora mi sono chiesta:

cosa cercano normalmente all’estero sull’Italia e gli italiani?face-8685_960_720

I risultati mi hanno lasciato a bocca aperta!

Non immaginavo proprio che potessero venir fuori risultati tanto strani e curiosi!

Ecco perché ho deciso di condividere con voi il mio “esperimento”, cercando anche di dare una risposta alle domande più frequenti.

Siete pronti?

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Come chiamo mio figlio? I nomi di bambini vietati in Italia

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In un articolo precedente vi avevo parlato dei cognomi più strani e divertenti degli italiani.

Oggi, invece, parliamo di nomi. Sapevate che in Italia è vietato dare alcuni nomi ai propri figli?

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La prima regola prevista dalla legge italiana è che ai bambini si può dare un qualsiasi nome, anche straniero, purché sia scritto con le lettere dell’alfabeto latino (comprese, quindi, le lettere X,Y, W, J e K) .

Non sono ammessi altri tipi di caratteri, come quelli arabi, russi, greci, cinesi ecc.

Ai bambini, poi, non può essere dato il nome del padre o della madre, neanche se seguito da Junior o Jr, come invece si fa in altre parti del mondo. In questo caso, si può solo raddoppiare il nome. Per cui se il padre si chiama Antonio, il figlio potrà chiamarsi Carlo Antonio. Se la madre si chiama Elena, la figlia si potrà chiamare Maria Elena, e così via.

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Quiz di Natale: lessico, tradizioni e usanze in Italia

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